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BOLZANO. Ha rischiato tante volte la chiusura il New Pub. Provato dai cambi di gestione e semi-distrutto da un incendio nel 2012 il primo bar dal sapore anglosassone della città è andato ripetutamente vicino a cessare la sua attività. Salvandosi sempre come quella fenice che doveva entrare nel nuovo marchio del locale dopo il rogo. Ieri, però, le porte all’angolo tra corso Libertà e via Manci si sono chiuse definitivamente. «Stavolta per sempre - spiega il titolare Salvo Faija con la moglie Ivana Jurcic - perchè non avevamo altra scelta. Non ci sarà un cambio di gestione. La storia del New Pub finisce qui». Nel locale potrebbe arrivare un negozio di abbigliamento, ma il futuro ha poca importanza quando il passato è stato così intenso. Il New Pub è un simbolo della città degli anni ’80. Il classico preludio alle serate finite in discoteca quando cominciava ad affacciarsi la musica house. Ragazzini e quarantenni, studenti e avvocati: per tutti l’appuntamento era dietro a quel bancone di pelle nera stretto in un abbraccio soffocante tra il legno scuro e l’ottone di tutto l’arredo. «Avevo visto i pub in Inghilterra - spiega Giorgio Alderucci che lo aprì il 16 dicembre 1980 - e ne volevo uno a Bolzano. Fu il primo. Acquistai i locali del vecchio Bar Gries con i soldi ottenuti dalla vicina gelateria Patrizia e scelsi di persona il legno massiccio in val Gardena e val d’Ega. La pelle anticata che foderava il bancone era opera di un artigiano veronese». Già il giorno dell’inaugurazione c’era la coda sotto il portico. La gente non si è mai disinnamorata del locale. Nel 1981 lo ha rilevato Mirco Angelini che lo ha reso un simbolo conosciuto dalla città fino al 2010. «Con gli aperitivi e le feste abbiamo creato una moda. Negli anni ’80 se volevi stare sulla scena sociale cittadina dovevi passare al New Pub. Negli anni ’90 la città si è aperta e il bar è diventato trasversale». Il 22 luglio 2012 è la terribile notte del rogo al New Pub. Tutto finisce in cenere e in qualche modo la storia si chiude. Faija lo riaprirà dopo un anno di sforzi e un’inchiesta terminata con l’assoluzione rinnovando tutto l’arredo. Moderno e con colori pastello. Più “Cafè” e meno “Pub”. I bolzanini continueranno ad amarlo fino all’ultimo aperitivo. Con una goccia di malinconia.
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