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BOLZANO. «Sono decenni che il quartiere aspetta la piazza che non ha più, credo sia la volta buona. Basta abbattere un muro». Don Gianpaolo Zuliani, parroco di Don Bosco e San Pio X, avanza al sindaco una proposta.«Stiamo ristrutturando gli spazi parrocchiali e abbiamo l'occasione per creare una nuova zona di aggregazione per il rione e restituire la piazza perduta. Basta buttare giù un muro e con l'aiuto dell'amministrazione possiamo ricostruire un'area di socialità, farla rivivere e illuminarla bene. Oggi purtroppo non è così». Claudio Corrarati coglie la proposta al volo. «Sono favorevole. Aprire è bello e importante. Andiamo oltre la paura e creiamo una nuova comunità solidale».
La ristrutturazione avanza: «Lavori finiti a primavera».
All'angolo tra via Sassari e via Montecassino, negli spazi parrocchiali in ristrutturazione, sta rinascendo il polo educativo-culturale Don Bosco che darà nuovo slancio e linfa al quartiere. L'intervento fa parte di un'operazione complessa che vede al centro un accordo tra la parrocchia Don Bosco e Coopbund. In via Sassari, accanto alla Chiesa, ad ottobre 2024 è stata, infatti, demolita la canonica ed al suo posto le coop stanno realizzando un edificio green con una ventina di appartamenti ed una trentina di garage che sarà pronto nel 2026. Quale corrispettivo per l'acquisizione della canonica (l'area è stata pagata circa 2 milioni) è stata concordata, sempre con la parrocchia, la riqualificazione dell'edificio che si trova, appunto, all'angolo tra via Sassari e via Montecassino. A pianoterra restano i negozi che sono già stati ristrutturati, Nel seminterrato troverà vita un supermercato della San Vincenzo per bisognosi mentre sopra sono in corso di rifacimento gli spazi del nuovo polo educativo-culturale Don Bosco (Centro giovanile Pierino Valer e biblioteca Sandro Amadori). «Storicamente è sempre stato un teatro - dice il parroco - solo che ancora nel 2010 era inutilizzato perchè difficile da riscaldare e da rinfrescare. Adesso è stato rifatto il tetto, rifatto il cappotto. Al posto del vecchio teatro è prevista una grande sala polifunzionale che sarà "base" del Centro Syn, espressione della parrocchia». Si tratta di un importante riqualificazione, cofinanziata con un milione di euro e sostenuta dalla Provincia, Ufficio giovani e biblioteche.
La nuova canonicae la nuova piazza.
In via Montecassino, sempre all'interno dello stesso edificio, avanza il cantiere della nuova canonica in ristrutturazione con risorse parrocchiali. «É li, in alto. Ci andrò a vivere io», dice don Zuliani. Inoltre, tra la Chiesa, il Centro Syn e l'edificio per le associazioni, si trova proprio lo spazio che il parroco intende ampliare e trasformare in piazza: diventerà importante luogo di aggregazione che il sindaco ha intenzione di sostenere. «Stiamo facendo un ottimo lavoro - riprende il parroco - sono assolutamente soddisfatto di quel che sta nascendo».
Cambia l'elemosina: «Si fa anche col bancomat».
E c'è dell'altro. Il digitale entra in Chiesa, l'elemosina si fa anche col bancomat. «Il mondo si trasforma, dobbiamo rimanere al passo coi tempi». Per rendere più semplice questo gesto nella chiesa di San Giovanni Bosco è stato installato il nuovo totem "Dona ora". Possibile una donazione unica col bancomat. In futuro sarà possibile anche quella periodica. «Una sorta di "adozione" delle nostre parrocchie, con un contributo mensile che avviene in automatico». All'entrata della chiesa si trova appunto la "donation box", realizzata da Alleluia.it, il primo studio creativo cattolico al servizio del Vangelo che ne migliora la comunicazione digitale: "Aiutiamo parrocchie, movimenti e comunità cattoliche a comunicare il Vangelo nel mondo digitale attraverso siti web, social media e formazione professionale ...".«L'idea l'ho trovata online ed "Avvenire" la promuove - riprende don Zuliani - Il totem è già realtà in molte parrocchie d'Italia. La Chiesa vive di raccolta fondi ma oggi moltissime persone usano solo il pagamento digitale. Se vogliono donare qualcosa non lo possono fare e noi cerchiamo di facilitare questo aspetto. I giovani, per esempio, non hanno più contanti in tasca». Sopra il totem un cartello spiega che donare è un gesto che va oltre il semplice dare qualcosa di nostro: è condividere ci che siamo e costruire insieme una comunità viva e accogliente. «Ognuno di noi, con il proprio contributo, grande o piccolo - chiude il parroco - rende possibile che le nostre parrocchie rimangano luoghi in cui ci si incontra, si cresce nella fede e ci si sostiene a vicenda».


