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Bolzano. Stefania Baroncelli ha sciolto le riserve: la prorettrice dell' università di Bolzano correrà per il Pd alle comunali. Sarà al secondo posto in lista, subito dietro al segretario Huber. Ma poi ci sarà anche Sofia Fall. Tra le stelle del Basket Club Bolzano, era in piazza Walther il giorno della manifestazione contro il razzismo dopo l' assassinio di Floyd, reggendo un cartello con su scritto “Uniti si vince”. Aveva accanto due compagne di squadra. «Sono nata in Senegal ma questa è ormai casa mia», aveva detto in quell'occasione. Da volto del Black lives matter a numero 16 nella lista dem. Con lei pure Paula Cabrajal, della consulta stranieri. E poi un rappresentante della comunità cinese, uno di quella albanese. Anche dei pakistani. A guardarla a poche ore dalla sua definizione la squadra Pd appare dunque costellata di rosa ma con forte propensione all'’arcobaleno. «Volevamo dare al nostro partito anche il volto della Bolzano di questi anni. Fatta di competenze ma anche di diversità" ha subito commentato Alessandro Huber. Con Sandro Repetto, che ha guidato i lavori del coordinamento da cui sono usciti i nomi che affiancheranno la corsa di Renzo Caramaschi verso il secondo mandato, si è deciso di confermare l'alternanza uomo-donna, così come in molte occasioni preannunciato, creando una successione di genere estremamente attenta. «Ma la nostra forza resta pur sempre la competenza - spiega il consigliere provinciale - con l' inserimento di figure professionali di rilievo ma pure con la conferma di chi, in questi anni, ha garantito a tutti i livelli, sia legislativo che amministrativo, la qualità della politica». Si riferisce, Repetto, alla presenza al numero tre di Juri Andriollo, che ha retto, successivamente alle elezioni provinciali, i dicasteri della cultura e del sociale. E poi, subito dopo, a Monica Franch, anch'essa assessora della giunta Caramaschi. La sua presenza scioglie un nodo. In un primo momento si stava configurando la sua partecipazione come indipendente. «Ma ora Monica è dem a tutti gli effetti - conferma Huber - ha già preso la tessera del partito...». Il suo distacco dalla lista bizziana “Noi per l' Alto Adige” diventa così, anche formalmente, sancito. Come il suo ritorno alla casa madre. Ha deciso invece di interrompere il suo “prestarsi alla politica”, Franca Berti. Sul piano delle competenze, viene altrettanto confermata la presenza, già al quinto posto in lista, di Stefano Fattor, una lunga esperienza sul terreno delle infrastrutture ecologiche e ora molto impegnato su quello dell'urbanistica. La lunga militanza viene tuttavia premiata anche con l' inserimento di Silvano Baratta, già presidente del consiglio comunale e dello stesso consigliere Visigalli. Chiude i primi dieci un' altra donna, Roberta Mattei, presente nelle commissioni delle pari opportunità ma che porta in lista il mondo del commercio e della ristorazione. Le professioni sono rappresentate, inserita al sesto posto in lista, da Monica Bonomini, avvocata amministrativista. E ancora da due medici, Elio Dell'Antonio e Roberto Quaini. Accanto ad Enrico Colasanti, commercialista. L' altro elemento che spicca è la presenza del mondo giovanile: «È stato dato un segno preciso ma si è voluto anche premiare l' impegno di tanti ragazzi soprattutto nei quartieri». In questa luce, possono essere collocate le presenze di Alex Castellano e di Daniele Moretti. Oltreché, per altro verso, di Diego Laratta che si è fatto trovare in prima linea nel corso delle tante manifestazioni per il clima che “Friday for future” ha portato nelle piazze bolzanine sull'onda dell'entusiasmo portato tra i ragazzi di mezzo mondo da Greta. «Penso sia un segnale preciso - dice ancora Sandro Repetto- questa nostra capacità di coniugare la vasta esperienza amministrativa di tanti candidati impegnati a più livelli negli enti, nella giunta e in consiglio con il vento nuovo che sale dai giovani e la forza che stanno offrendo alla città le comunità straniere, ormai integrate e in grado di portare il loro contributo in termini di rinnovamento e nuove visioni». Tra volontariato, nuovi cittadini, professioni e moltissime donne, assenze di storici militanti, il Pd prova in sostanza ad offrire di se un'immagine solo parzialmente ancorata alla sua lunga presenza nelle istituzioni. Un rinnovamento che Huber attribuisce ad un lavoro non semplice all'interno del partito: «Sono mesi e mesi che ci lavoriamo, questo è il risultato».


