BOLZANO. Tagli per 1,2 milioni di euro alla Sasa sui 10 milioni totali imposti al trasporto pubblico locale per il 2013 (5 milioni alla gomma più altri 5 alla rotaia). Il Pd provinciale non ci sta. Il vicepresidente della giunta, Christian Tommasini, attacca senza mezzi termini: «Questi tagli al trasporto pubblico urbano, imposti dai tecnici dell’assessore Widmann, sono inaccettabili. Siamo contrarissimi. La questione non è nemmeno passata in giunta, la porrò d’urgenza lunedì mattina. Il Partito democratico si opporrà, risolutamente». Molto preoccupato pure il vicesindaco Klaus Ladinser: «Devo valutare gli effetti negativi con i tecnici Sasa, poi chiederò un incontro urgente in Provincia. Ho l’impressione che i tagli, magari legittimi, si attuino però senza considerare gli effetti sulla vita della gente». Intanto, il presidente Sasa Pagani, per limitare i tagli, lancia il redditometro per il trasporto pubblico: «Basta abbonamenti gratuiti per certe categorie, slegati dalle capacità reddituali».

Una questione politica. Tommasini è inviperito: «È inaccettabile che a fare una proposta del genere siano i tecnici, questa è una questione politica. Non è possibile poi che i tagli si attuino così, facendo di tutta l’erba un fascio, senza considerare che il taglio chilometrico ha un impatto molto maggiore sul trasporto urbano che non sull’extraurbano. Come Pd siamo contrarissimi a questi tagli lineari. Vogliamo capire come e perché sono stati imposti così, nel senso che il bilancio è ancora da approvare e a questo punto bisogna affrontare la questione delle priorità». Tommasini non risparmia le frecciatine a Widmann: «Vanno bene i trenini, l’aeroporto, il metrobus, non però se vanno a scapito del trasporto pubblico urbano, e in maniera così massiccia. Se devo tagliare, taglio il metrobus».

Il redditometro. Tommasini, ieri, ha tenuto un lungo colloquio col presidente Sasa. «Siamo sulla stessa lunghezza d’onda: occorre introdurre il redditometro anche nel trasporto pubblico». Non è giusto, questa la ferma posizione di Pagani, «che certe categorie, a prescindere dal reddito del singolo, viaggino gratuitamente. Anche perché il mancato introito, per milioni di euro, va a incidere sui bilanci e costringe poi a tagliare chilometri, corse, personale». Tommasini condivide e raccoglie l’appello lanciato da Stefano Pagani: «Ora stiamo usando il redditometro per tutto, anche nell’edilizia; non si vede perché non debba valere per il trasporto pubblico». Su tutta questa questione, conclude il vicepresidente della Provincia, «siamo molto scocciati, specie perché non è mai passata in giunta. Razionalizzare va bene, ma si deve operare con criteri ponderati, in base al numero di passeggeri trasportati. Si deve tenere conto delle proposte dei tecnici Sasa». In primo luogo la necessità di introdurre il redditometro anche sui bus.

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