BOLZANO. Il Pd stoppa le alleanze trasversali proposte dalla Svp, che continua a dire «bisogna parlare con Mario Tagnin». Questa la linea riassunta dalla segretaria Liliana Di Fede dopo la assemblea provinciale del Pd, che ha ospitato il neo sindaco Renzo Caramaschi. «Siamo sulla stessa linea d’onda di Caramaschi. L’obiettivo è una alleanza di centrosinistra. Costruita partendo dal programma», spiega Liliana Di Fede.

Sandro Repetto, assessore in pectore grazie alle sue 1.314 preferenze, sdrammatizza il momento: «La maggioranza si può fare. Non credo che sarà difficile trovare un accordo sui progetti più importanti». Più esplicito Roberto Bizzo: «Caramaschi è stato candidato ed è stato eletto per rilanciare il centrosinistra, non per andare a fare alleanze con il centrodestra o la Lega. Non vedo alternative ai Verdi». Simile il commento del neo consigliere Carlo Visigalli: «Caramaschi ha sempre detto come la pensava e ha chiesto i voti dei cittadini per governare Bolzano con un progetto di centrosinistra dai Verdi a Gennaccaro». Perfino Claudio Della Ratta (Psi, eletto nella lista del Pd) ammette che «non c’è alternativa e vale la pena di provare. Nella scorsa consiliatura ho avuto scontri furibondi con gli ecosociali, ma la sinistra è rimasta fuori dal Consiglio e i Verdi eletti sono diversi». Nella assemblea il Pd ha rimarcato con Caramaschi il proprio successo elettorale: 9 consiglieri. Un modo per dire «vogliamo contare», sia nelle trattative che nelle competenze della giunta.

Questa la nota ufficiale: «Il Pd, proprio per il successo ottenuto con l'elezione di nove consiglieri, è una forza fondamentale della maggioranza, che opererà per incidere con progetti concreti sulle sfide che attendono Bolzano. Una delle azioni che bisognerà mettere in campo fin da subito, sia da parte dell'amministrazione comunale, sia come partito, sarà quella di mettere al centro un'azione sui quartieri». Caramaschi ha assicurato durante l’incontro con il Pd che nella costituzione della maggioranza e della giunta «al centro ci sono i programmi e partendo da questi è possibile trovare tutte le intese necessarie. Sono d’accordo sulla necessità di un lavoro nei quartieri per evitare il proliferare degli estremismi. La politica deve riannodare le fila con i cittadini». Ancor auna volta Caramaschi ha ringraziato i giovani del Pd, «validi e pieni di idee, che devono essere valorizzati».

Intanto attorno a Bizzo rischia di aprirsi un nuovo fronte. Bizzo è stato eletto ieri presidente del consiglio provinciale su proposta di Christian Tommasini. Domenica sera la segreteria del Pd aveva concordato questo passo, mettendo però sul piatto la rinuncia di Bizzo (assente) al ruolo di capogruppo in Provincia. Per garantire il processo di riforma dell’autonomia, recitava la nota della segreteria, «ed il ruolo super partes del presidente del consiglio il Pd ha chiesto a Christian Tommasini di assumersi l'onere di capogruppo del Pd». Bizzo non ci sta: «Non intendo dimettermi. Da quando il capogruppo viene deciso dalle segreterie di partito?». Uno assessore, l’altro presidente del consiglio e prima vice, per i due eletti il ruolo di capogruppo non ha mai contato. Sullo sfondo c’è però il potere di decisione sul collaboratore del gruppo.