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BOLZANO. La preferenza di genere moltiplica la presenza delle donne in politica. Come minimo la raddoppia. L’obbligo di votare una donna, se la prima preferenza è stata data a un uomo, è stata la novità delle elezioni comunali che si sono tenute in Italia pochi giorni fa nei comuni sopra i 5000 abitanti. In Alto Adige questo non è ancora possibile, né alle elezioni provinciali né alle elezioni comunali, perché le nostre leggi elettorali non hanno previsto la preferenza di genere. Prosegue la petizione del nostro giornale (con tagliando o firma sul sito www.altoadige.it) a favore di una legge per la preferenza di genere come strumento per superare la differenza tra la popolazione femminile e la sua sottorappresentazione nelle istituzioni. Le cifre si impennano automaticamente. Lo dimostrano i dati presentati a Roma durante un seminario delle donne del Pd. «I dati sono palesi. Peccato che per le elezioni provinciali di ottobre non ci sia tempo per introdurre la preferenza di genere», commenta la deputata Luisa Gnecchi (Pd) scorrendo le cifre. Il dato diventato ormai celebre sull’effetto moltiplicatore è quello del consiglio comunale di Roma. Alle elezioni comunali del 2008 le consigliere erano 3 su 60, cioè solo il 5%. Con la preferenza di genere sono entrate nel nuovo Consiglio 13 donne su 48, pari al 27%.
Ad Ancona si è passati dal 12,5% al 25%.
Bassa anche la percentuale di partenza a Brescia, dove le consigliere comunali erano il 17,5%, mentre dopo l’ultima tornata sono diventate il 40,6%.
A Viterbo escalation dal 10% al 34,4%. Mentre resta debole la percentuale di Catania, che passa dall’11%al 15,5%. A Treviso la legge elettorale ha permesso di recuperare un dato pesante di partenza, che vedeva solo 2 elette su 40, il 5%. Ora sono il 25%. Va ricordato che la nuova legge elettorale nazionale per le comunali (del 23 novembre 2012) oltre alla preferenza di genere prevede anche le quote rosa nelle liste: la “quota di lista” fa sì che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in lista per oltre due terzi del totale dei candidati.
Ed è solo con la quota rosa che si voterà alle prossime elezioni provinciali del 27 ottobre. La legge elettorale approvata il 17 gennaio ha introdotto la quota minima di 1/3 per genere.
Partiti come i Verdi e il Pd di Bolzano hanno però deciso come regola interna di superare questa soglia: le liste di entrambi per le provinciali conterranno il 50 per cento di donne. Un altro dato significativo di questa tornata elettorale è che le donne candidate hanno sbancato in termini di preferenze conquistate. E così a Roma da mister preferenze questa volta si è passati a lady preferenze: Sveva Belviso (Pdl) è stata la più votata con 11.008 voti, seguita da Estella Marino (Pd) con 9.221.
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