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BOLZANO. Il Pd incalza i Verdi e il sindaco. E la segretaria del Pd Liliana Di Fede rispolvera lo slogan «non ad ogni costo». Si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri l’atteso incontro tra il sindaco Luigi Spagnolli, Liliana Di Fede e il gruppo consiliare del Pd. «Il Pd rivendica il proprio ruolo», riassume Di Fede dopo la seduta. Significa che ai Verdi si dirà «non accettiamo veti sull’allargamento della giunta» e con la Svp proseguirà il braccio di ferro sulle competenze «per non cedere né sociale né urbanistica». Così non se ne esce. «In effetti sono preoccupata», conferma Liliana Di Fede.
Fiato sospeso in vista del consiglio comunale di domani, in cui verranno votate le mozioni di sfiducia di M5S e Lega contro la giunta. Le opposizioni non hanno i 23 voti necessari e qualche loro consigliere potrebbe inoltre disertare la seduta. Ma queste sono le occasioni in cui ogni previsione è impossibile e c’è chi gioca a seminare allarme nella maggioranza. Viene fatta girare la voce che qualche consigliere di maggioranza potrebbe votare contro Spagnolli. Oppure che Spagnolli domani si dimetterà. Il sindaco avrebbe fatto trapelare la sua intenzione di stupire tutti in aula. Spagnolli nega: «Non è vero». Non bisogna dimenticare che nei prossimi giorni potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio a carico del sindaco all’interno dell’inchiesta sul raddoppio del Twenty.
Il capogruppo del Pd Silvano Baratta commenta così la riunione: «C’è una sintonia sostanziale nel gruppo. Bisogna vedere se verrà condivisa da tutti. Dobbiamo cercare una intesa, tenendo i nervi saldi». Baratta conferma che il Pd insisterà per avere un altro assessore: «Era stato pattuito con tutti gli alleati, Verdi esclusi». Di Fede aggiunge: «Spagnolli dice che c’è una giunta che lavora, ma dobbiamo decidere qual è la nostra visione della città e del Pd». Secondo Roberto Bizzo «c’è qualcuno che vuole mandare Bolzano al voto moltiplicando i problemi» e l’allusione va a Di Fede.
La Svp di Bolzano lunedì sera ha preso tempo, riconvocandosi per mercoledì prossimo. La seduta è stata tesa. L’Obmann Dieter Steger riferisce: «Abbiamo ribadito il nostro appoggio a Spagnolli. La giornata cruciale sarà giovedì, con il voto sulla sfiducia. Se Spagnolli ne uscirà indenne, se egli stesso non si dimetterà, allora dovremo ragionare tutti noi su come avviare finalmente i lavori della giunta». Nella riunione della Svp non è stato approfondito il documento dei Verdi. «Se ci sarà una maggioranza, sarà con i Verdi. Va sistemata per renderla stabile. È un work in progress: vedremo se tutti intendono proseguire», risponde Steger, «C’è tensione per la situazione. La Svp è un partito abituato a governare, una incertezza di mesi non fa per noi. C’è chi propone “stacchiamo subito la spina”. Io dico “no, finché c’è speranza”. Non è un rinvio infinito. A partire da giovedì, se ci sarà ancora una giunta, dovremo diventare grandi. Decidere cosa fare». Interviene il consigliere Claudio Della Ratta (Psi): «A forza di veti contrapposti e “prime donne”, presumo sarà il sindaco a mandare a casa tutti. Non capisco però per quale motivo si sia atteso tanto. I Verdi, il cui ingresso in maggioranza non mi fa certo esultare, mi sembra siano stati coerenti sulla loro linea, anzi se deviazione c’è stata, questa è stata di riavvicinamento e non certo di allontanamento. Io stesso non so se farò parte della futura maggioranza, ma questa consiliatura deve partire e, se sorgessero in seguito difficoltà oggettive, in quell’occasione interrompersi».
Nel Pd continuano le bordate contro gli ecosociali. Alexander Tezzele ha pubblicato un intervento (su Salto): «Il Pd è largamente favorevole al progetto proposto da Benko, ma sino ad oggi mancano parole chiare e comprensibili per comunicare questa posizione. Forse il Pd sente la responsabilità di dover “mediare” tra le anime Svp, tra Verdi e civici, tra posizioni inconciliabili. Una sinistra progressista non può accettare di essere ostaggio di posizioni di conservazione e immobilismo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


