BOLZANO. La vecchia Montecatini, poi Alumix, poi tante altre cose, il centro della Zona produttiva della Bolzano della grande industria e delle fabbriche pesanti - oggi Polo tecnologico - torna ad essere quello che era.

«In via Volta stiamo restaurando la facciata della centrale come fosse una chiesa del Duecento» ammette Claudio Lucchin, l'architetto che sta dirigendo il cantiere. Perchè quella facciata riapparirà come 70 anni fa, il giorno dell'inaugurazione. E racchiuderà uno degli snodi strategici di quella che tutti si augurano diventerà la nuova "centrale" dell'innovazione bolzanina, il polo d'attrazione per ricercatori, imprese, professionisti, studenti e menti coraggiose. Sarà, la "seconda centrale" la sede dei laboratori, dove opereranno a stretto contatto con le aziende, la Lub e l'Eurac, il Tis, Bls e anche il centro di ricerche di Laimburg. Per fare tutto questo la facciata è stata ricoperta.

Da pochi giorni. Una serie di teli, quasi un'opera di Christo, per mettere in sicurezza una superficie di 90 metri di lunghezza e 25 di altezza.

Nascosti da questa struttura lavoreranno gli operai per rimettere in sesto mattoni e grondaie, cornici di marmo e tetti. "Nel corso degli anni, troppi ormai, l'acqua, l'incuria e qualche cedimento hanno ridotto male l'edificio" dice ancora Lucchin.

Ma si tratta di un "monumento" non di una casa qualsiasi. E dunque sottoposta a tutela della Sovrintendenza. Diecimila operai faceva lavorare la Zona almeno fino agli anni Settanta e ora gli stessi luoghi offrono occupazione alle nuove imprese e al terziario, convogliando dalla città e dai dintorni almeno 40mila persone. Per garantire una perfetta rispondenza tra passato e presente, molti dei mattoncini che erano caduti o si erano rovinati negli anni sono stati conservati. I mancanti saranno fatti venire da una fornace in Slovenia. Individuata come una delle poche ancora in grado di produrre quel materiale con le stesse metodologie di 70 anni fa e garantirne la resa. La copertura della facciata e il lavoro di restauro che partirà tra pochi giorni fa seguito a quello di bonifica effettuato in questi ultimi mesi e che condotto anche all'asporto di una certa quantità di amianto rimasto. Poi si avvieranno anche demolizioni pesanti per fare spazio alle strutture che ospiteranno il Polo nel suo complesso. I tempi, assicurano in cantiere, saranno rispettati. In sostanza, entro i primi mesi dell'anno prossimo si potrà rivedere la facciata della vecchia Montecatini con i colori e le strutture d'un tempo perfettamente risanate. Pochi mesi dopo, entro l'estate del 2017 tutto il Polo, almeno in questa prima sezione fronte via Volta con laboratori e uffici sarà agibile. E nei giorni scorsi la giunta provinciale ha dato il via libera ad una variazione della progettazione degli interni della nuova struttura. Nel complesso l'aggiornamento del programma planivolumetrico prevede un aumento dei costi di 11,8 milioni: l'opera alla fine costerà complessivamente 96 milioni. Di questi, 3,5 milioni rappresentano oneri aggiuntivi su spese preventivate: si tratta in particolare della ristrutturazione statica di una facciata in vetro, di integrazioni nel garage, della risoluzione di problemi statici nella palazzina ex-mensa Speedline e di maggiori spese legate a interventi di bonifica dei terreni. Altri 4,8 milioni serviranno per adattamenti e arredamenti tecnici per laboratori degli enti di ricerca, risanamento di un capannone ex-Speedline da adibire ad officine, magazzini e area test da affittare ad imprese ed enti di ricerca, nonché la previsione di impianti di illuminazione di energia a Led. I restanti 3,5 milioni, infine, rappresentano un incremento dell'Iva al 22% per alcuni lavori, che può però essere recuperata da Bls.