BOLZANO. Il maltempo abbattutosi alla fine di ottobre anche sull’Alto Adige ha pochi precedenti, sia per l’intensità dei venti, per la quantità di pioggia caduta e per danni inferti al territorio. E anche l’Alto Adige ha pagato un pesante tributo di sangue alla furia degli elementi. A morire, nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, era stato Giuvani “Giovanni” Costa, 52 anni. Costa, da oltre 30 anni vigile del fuoco volontario nella compagnia di Kampill, in val Badia, (dove è pompiere anche il figlio Martin) era su un intervento con alcuni colleghi, a San Martino in Badia, quando è stato centrato in pieno dal tronco di un albero, abbattuto dalle fortissime raffiche di vento che spazzavano la zona. Per lui non c'è stato scampo. Oltre che pompiere volontario, era il capo locale del Bauernbund e assieme alla moglie Hildegard era proprietario di Ciasa Medalges, un agriturismo circondato dal parco naturale Puez-Odle. Il due novembre l’intero Alto Adige s’è fermato per rendere omaggio al suo eroe e si è stretto idealmente alla famiglia di Costa, salutato con una cerimonia solenne a cui hanno partecipato le massime autorità (anche il presidente Sergio Mattarella ha mandato un telegramma di condoglianze) e le rappresentanze di tutti i corpi dei vigili del fuoco della provincia.