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BOLZANO. E' un popolo che si muove, come peraltro va cantando da anni il suo leader. Si sapeva che Jovanotti al Palaonda sarebbe stato un evento di richiamo e il brulicare davanti ai cancelli del palazzetto del ghiaccio (molte ore prima delle note sul palco), conferma la sensazione. Arrivano da tutto il Triveneto per questa tappa di “Lorenzo nei Palasport” che ha letteralmente sbancato i botteghini di mezza Italia. Alle 17 hanno aperto le casse per polverizzare gli ultimi biglietti. Prezzi decisi, dai 50 euro a salire, mica una passeggiata. Si accodano a decine: chi per impugnare finalmente un ticket, ma anche chi l'ingresso allo show se l'è guadagnato parecchio tempo fa. La loro fila, chiaramente è quella davanti ai cancelli perchè all'apertura, come vuole la tradizione, scatta la corsa furiosa per arrivare per primi davanti al palco. Un concerto vissuto ai piedi di Lorenzo vale tutta l'attesa e, chissà, anche un raffreddore per la pioggia battente di ieri. Questione di passione, alla fine. Trasversale perchè incontra tutte le generazioni. Ci sono i teenager, certo, proprio come nel 1992 o nel 1994 al Palaresia, ma anche gli adulti che con le canzoni di Jovanotti (e assieme a Jovanotti) sono cresciuti diventando grandi.
C'è voglia di energia e condivisione nella musica che poi è il mantra che Lorenzo va ripetendo da anni in ogni angolo del Paese e anche sui palchi d'Europa e del Mondo. E' cresciuto in molte cose ma questo sguardo sulla vita rimane il motivo per cui continua a conquistare le platee e ingrossare le code fuori dai suoi concerti senza soluzione di continuità.
Sabina Di Canosa e Tiziana Cascone, per dire, sono di Laives e davanti ai cancelli si sono presentate alle 11.30 del mattino. «Noi siamo abituate ad arrivare molto presto perchè in questo modo ci si può godere davvero il concerto. Di Lorenzo ci piace il modo di intendere l’arte. La canzone A Te, poi, ha molti significati per noi».
La seconda ad arrivare è stata Ilenia Fronza, davanti al Palaonda alle 13.30. «Praticamente siamo diventate amiche» scherza, ma fino a un certo punto perchè effettivamente in questo modo si creano anche dei legami. «È la quarta volte che vengo a vedere Jovanotti. Lo seguo fin dagli anni Novanta. Da Bolzano andai direttamente a Trento e a Pergine Valsugana per vederlo dal vivo. Il ritmo e i testi della canzoni hanno una forza incredibile. Sono significativi, trasmettono davvero qualcosa di emozionante e di importante».
Arrivano da Rovereto, invece, Debora Cristiano e Alessia Moratelli che si sono schierate davanti all’entrata alle 14.30. «Per fortuna che la tettoia ci sta salvando dalla pioggia incessante. È la prima volta che abbiamo la possibilità di vedere Lorenzo e non vogliamo perderci l’opportunità di stare davanti. Seguirlo dove davvero le note vibrano dentro. Ci piace tutto di lui. Non solo le canzoni, ma anche i vestiti che si autoproduce e i suoi movimenti fanno parte dello show. Sono uno spettacolo nello spettacolo e tutto è studiato fin nel dettaglio. Le canzoni preferite? A Te, Raggio di Sole e dell’album nuovo Terra degli Uomini». Da Trento ecco la coppia Sara Delvai e Maurizio Tomè: «Seguiamo 3-4 concerti grossi l’anno e ci piace farlo come si deve. Abbiamo visto Jovanotti anche allo stadio e speriamo di vivere le stesse belle emozioni». Chiusura con la quindicenne Martina Di Valerio. «È il mio secondo concerto dopo i Modà: una bellissima sensazione». E sogna.
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