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BOLZANO. «La popolazione è preoccupata per i furti nelle abitazioni? Le forze dell’ordine stanno lavorando bene. C’è un’intensificazione dei controlli in certe zone, dove si è registrato un aumento del fenomeno e comunque io sono favorevole all’installazione di telecamere per almeno due motivi: costituiscono un valido deterrente e sono un utile ausilio alle forze dell’ordine». Così il prefetto Elisabetta Margiacchi, ieri a margine dell’incontro a palazzo Ducale per il tradizionale scambio d’auguri con i rappresentanti della stampa e delle forze dell’ordine - presenti il questore Lucio Carluccio, il comandante provinciale dei carabinieri Giuliano Polito e il comandante provinciale della Guardia di finanza Giulio Piller.
Mentre a Bolzano, dove nell’ultimo periodo si è registrato un incremento dei furti in appartamento, la giunta guidata dal sindaco Luigi Spagnolli, seppur sollecitata da più parti, frena; i Comuni di Laives, Gargazzone, Bressanone e Merano hanno già installato le telecamere; le amministrazioni comunali di Marlengo, Villabassa, Dobbiaco e Brunico hanno avviato l’iter presso il commissariato del governo per poterle mettere.
Margiacchi ha approfittato dell’incontro anche per fare un piccolo bilancio del suo primo anno in Alto Adige.
Non lo ha detto esplicitamente, ma si è capito che ciò di cui di cui va più orgogliosa è l’operazione Monumento alla Vittoria, alla quale ha dato un importante accelerata, per evitare che la spinosa questione rimanesse aperta per chissà quanto tempo ancora.
«Il percorso museale segna il passaggio del Monumento da elemento di divisione a elemento di unione».
Il prefetto ha insistito sull’importanza di “valorizzare ciò che unisce superando ciò che divide: va fatto, per fare una buona amministrazione”.
Quindi un rapido passaggio sulla criminalità, dove ha distinto tra i dati statistici che “si possono strumentalizzare”, la criminalità reale e la percezione della sicurezza.
«Quello che stiamo facendo - ha detto il prefetto - è cercare di attenuare il senso di sfiducia che si sta insinuando anche in una terra prospera come l’Alto Adige: il rischio è che possa radicarsi e “inquinare” l’ambiente». Anche per scongiurare questo pericolo c’è un dialogo costante tra il prefetto e i sindaci. «Il rapporto - ha detto - è molto buono. Questo a dimostrazione del fatto che il commissariato del governo, vituperato nel corso degli anni, ha fatto molto per favorire la convivenza civile in questa terra e, in tempi di frammentazione, può fare ancora di più».
Margiacchi ha ricordato che, quanto prima, verrà firmato un protocollo sulla sicurezza del traffico ferroviario con l’amministrazione provinciale e i Comuni, per evitare che gli alberi che si trovano a ridosso della linea ferroviaria possano costituire un pericolo per il passaggio dei treni. Un altro protocollo, tra Stato centrale e Provincia, riguarderà delle permute, per consentire la realizzazione di uffici da mettere a disposizione delle forze dell’ordine.
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