BOLZANO. Sebbene la polizia municipale di Bolzano sia riuscita a dimostrare, dati alla mano, che dall’installazione degli speed check sono diminuiti gli incidenti ma anche la velocità media degli utenti della strada non accennano a placarsi le polemiche sull’impiego, sempre più diffuso, dei «totem arancioni».

Nei giorni scorsi sulla querelle è intervenuto, per la prima volta, il Commissario del Governo, che ha risposto ad una serie di quesiti posti dall’ex consigliere comunale di Laives Mario Zorzi, ora a capo del «Comitato per la tranquillità dei cittadini».

A rispondere, per conto del Prefetto Elisabetta Margiacchi, è stato il viceprefetto vicario De Carlini. Quest’ultima, oltre a precisare che la questione «è stata esaurientemente trattata nelle riunioni dell’Osservatorio sulla sicurezza stradale», tenutosi proprio al Commissariato del Governo, aggiunge di voler vigilare sul fenomeno. Sia sull’installazione dei totem arancioni che sull’utilizzo. E questo perché sempre più Comuni sono intenzionati ad usare i “box”.

«Considerato che anche in questa provincia - precisa la De Carlini - sempre più Comuni (l’ultimo caso è quello di Appiano, dove due totem sono stati distrutti nel corso di un raid vandalico nottuno ndr) decidono di installare i dispositivi in questione, si informa che questo Commissariato del Governo seguirà con attenzione le modalità di installazione e di utilizzo dei box, che dovrà avvenire in stretta attuazione delle indicazioni e delle condizioni stabilite dalle circolari ministeriali diramate sull’argomento».

Una presa di posizione, quella del Commissariato del Governo, chiara e netta che non ammette improvvisazioni e deroghe nell’utilizzo dei totem che non potranno essere usati, dunque, alla stessa stregua dei dissuasori. Il Commissariato del Governo non interviene, invece, per quanto riguarda uno degli aspetti più delicati, quello delle sanzioni. «Non ho ancora capito - spiega Massimo Cleva, assessore comunale di Appiano - se possano essere inflitte o meno sanzioni in assenza dei vigili urbani. E a che distanza devono trovarsi le pattuglie».

A Bolzano, dopo le proteste dei primi giorni, la situazione sembra essersi normalizzata mentre ad Appiano la giunta è ancora indecisa se acquistare o meno gli speed check dopo il contestato periodo di prova.

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