BOLZANO. «Allora, mettiamola così: io non amo il modello tribuna politica. Quando le opinioni finiscono su un ring. Dieci minuti al sì, dieci al no... Non si ha tempo di capire nulla. Ho chiamato l'architetto Scolari perché conosce il progetto. Ha le sue idee ma non le ha mai estremizzate. E poi... mah, mi sembra tutto così capzioso...». E poi signor preside? «Lo avrei presentato e spiegato le sue posizioni nel merito». Andrea Pedevilla non era nel suo liceo ieri mattina. «Devo riposarmi. E allora mi sono preso ferie. Ne ho decine di arretrate». Oggi al Classico si parlerà di Benko. Ore 17: tutto quello che avreste voluto sapere del Kaufhaus e non avete mai osato chiedere. Il caso, in questa torrida vigilia referendaria, è emerso perché il professor Pedevilla ha invitato a parlarne Luigi Scolari, da mesi su posizioni molto critiche e a fianco dei comitati del no. Ma anche uno dei coordinatori del Masterplan e già presidente della Fondazione architettura. Insomma, non uno passato lì per caso. Ma ha invitato solo lui. E da qui al voto non ce ne sarà un altro del sì. E lo stesso Scolari ha tenuto un'altra "lezione" (questa volta in orario scolastico) la scorsa settimana al Galilei. Come Mayr Fingerle, altro esponente del comitato del no, al liceo scientifico tedesco. FI e lista Artioli hanno già protestato, chiedendo le dimissioni del preside del Carducci per non aver dato spazio, in una scuola pubblica, alle voci dissenzienti. I primi: «Inaccettabile comizio propagandistico, visto la pagina facebook che l'accompagna "Love bz not Benko"». E poi Barzon: «Offende l'intelligenza degli alunni e dei genitori». Ma per Pedevilla non è proprio così.

E com'è, signor preside?

Innanzitutto non ho invitato i genitori. La mia lettera era indirizzata agli studenti.

E poi?

È fuori dall'orario di scuola. Nel pomeriggio. Chi vuole viene, chi non vuole no. È un'ora di informazione.

Ma ha invitato solo Luigi Scolari che, legittimamente, ha idee abbastanza negative sul progetto e ha affiancato i comitati pubblicamente...

Ma è un urbanista, ha lavorato al Masterplan, alla fondazione architettura. Si è molto documentato. E poi, andando al dunque, non mi è mai sembrato un talebano del no. L'impegno che ho preso con lui era per una esposizione che tenesse insieme il contesto.

Perché non anche un architetto del sì?

Perché mi danno fastidio le tribune politiche contingentate. Meglio ascoltare una esposizione, magari influenzata da opinioni legittime e poi discuterne, piuttosto che stare a litigare su un ring come sempre accade in questi casi.

Potrebbe essere una scelta didattica particolare...

Potrebbe. Posso non ritenere utile, anche didatticamente, uno scontro tra posizioni diverse stretto in un'ora? E poi Scolari è una persona equilibrata.

Gli interessati hanno molto protestato...

Intende il gruppo Benko?

Anche ma non solo. È una questione di equilibrio a pochi giorni dal voto, no?

Beh, sicuramente Scolari non ha gli interessi che ha il gruppo Benko e poi...

Dica.

Mi pare, ma così, da cittadino, a naso, che i pro non abbiano bisogno di sostegno. La campagna per il sì è abbastanza alimentata. Insomma, non mi pare di spostare molto l'asse del dibattito. E in ogni caso non sarà in quell'ora di esposizione spero il più possibile tecnica che i ragazzi si formeranno il loro giudizio ultimo.

Sempre a proposito di campagna. I benkiani dicono che lei è recidivo: qualche settimana fa al Classico c'è stata la presentazioni di tre libri di cui soprattutto uno, come dire, un po' duro sulla vicenda pru-Kaufhaus. Ci sono state proteste...

Io l'ho visto come un incontro culturale. Degli ex studenti di Rifondazione mi hanno chiesto di poter presentare tre autori. Due venivano da Roma, si figuri. Magari in uno si parlava di Farinetti in modo critico. Ma anche nel caso di Scolari ho pensato: se evidenziassi nella lettera la sua specifica posizione in merito allora sì sarebbe un'ora politicamente contingentata. Scolari è un architetto e spero parlerà da professionista.