Il caso

Il presidente dell'Ordine dei medici: "L’obbligo di vaccino andava esteso a tutti"

La delusione di Claudio Volanti sulle decisioni adottate dal governo Draghi sull' obbligo vaccinale del personale sanitario, sullo “scudo penale” e sui farmacisti vaccinatori

BOLZANO. Decreto Draghi su obbligo vaccinale del personale sanitario, “scudo penale” e farmacisti vaccinatori. Deluso Claudio Volanti, presidente dell’Ordine di medici dell’Alto Adige. «L’obbligo di vaccino è un provvedimento limitato, arrivato in ritardo. Andava esteso immediatamente a tutta la popolazione, non solo ai sanitari. Il presidente del Consiglio ha perso tempo».

Volanti spiega che la procedura prevista da Draghi è chiara. «Coinvolge primariamente l’Asl. L’Ordine segnala all’inizio le liste degli albi e interviene solo alla fine quando il medico non volesse vaccinarsi. Allora confermerà la sospensione dalla mansione fino a vaccinazione avvenuta o alla data del 31.12. Non adotteremo alcun atteggiamento “giustizialista” ed inviteremo al vaccino sempre e solo per la tutela della salute dei professionisti e della popolazione».

Seconda questione, lo “scudo penale”. «Il provvedimento non recepisce appieno le nostre richieste. Si limita ad esimere i vaccinatori dalla punibilità per omicidio colposo e lesioni colpose a seguito della somministrazione del vaccino quando invece andava allargato a tutti i medici che hanno lavorato in condizioni difficilissime durante tutto il periodo della pandemia. I colleghi di tutta Italia - ricordiamo che ne sono morti 400 - sono andati incontro ad un rischio legale importante, dipeso dall’organizzazione e dalla mancanza di linee guida. Ricordiamo che gli specialisti ed i medici di medicina generale si sono trovati di fronte ad una malattia nuova, che richiedeva terapie nuove in un momento in cui non c’erano posti letto ecc..

Avevamo chiesto al Governo - come ricorda anche Filippo Anelli, presidente Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici) - di tenere in debito conto le difficoltà che i professionisti hanno affrontato e affrontano. Molte le aree di incertezza su interventi e terapie, e maggiori erano un anno fa, quando tutto è iniziato».

Quindi la questione delicata dei farmacisti vaccinatori. «Non è possibile che al farmacista sia consentito vaccinare senza la presenza del medico. La farmacia va bene come luogo, non come competenza». Volanti entra nel solco di Anelli. «Comprendiamo e condividiamo la necessità del Governo di aumentare i punti di somministrazione dei vaccini, nel momento in cui finalmente dovessimo disporne in quantità sufficienti. Imprescindibile resta il tema della sicurezza. Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato solo previa prescrizione del medico, ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica. Sempre cioè sotto la supervisione, in presenza, di un medico, che possa raccogliere il consenso informato, valutare lo stato di salute del paziente e gestire in maniera pronta eventuali effetti collaterali. Questo prevede l’Agenzia italiana del Farmaco, che raccomanda in caso di somministrazione del vaccino “assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica”».