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MERANO. La tenda-presidio, davanti allo stabilimento Memc di Sinigo, non sarà smantellata. Almeno per ora. È bastato un avviso, scritto a mano, della disponibilità di qualcuno a presidiare, per far rientrare l'idea di togliere tutto, di dire basta a questa tenda-presidio che è lì, davanti all'ingresso, da 130 giorni, Vvntiquattro ore su ventiquattro. Continua ad essere un segno, eloquente, che la Memc è in difficoltà e che le prospettive di ripresa sono ancora un sogno. Purtroppo.
Idea di smobilitazione. La decisione di smantellare la tenda-presidio era stata presa da quei dipendenti che - alternandosi nei turni - sono rimasti lì per oltre quattro mesi. Dandosi il cambio regolarmente, accogliendo chi si fermava in segno di solidarietà, informandosi reciprocamente sul futuro della fabbrica. Erano partiti in una quarantina, negli ultimi tempi si sono ridotti sensibilmente.
La gestione del presidio è sempre più difficile oltre che complicata. Meglio chiudere, dire basta a questa forma di protesta e di pressione. L'idea era di "sbaraccare" questa notte. Lunedì mattina, della tenda non sarebbe rimasto che il ricordo.
Dietro-front. «Ma l’altra mattina - racconta Fiorenzo Della Torre, una vita alla Memc e uno fra i più presenti al presidio - qualcuno ha attaccato un biglietto davanti alla tenda. Si dichiarava disponibile a presidiare, per qualche ora al giorno. In più ci sono arrivate sollecitazioni a non chiudere dalla direzione della Memc, dalla rsu, da tante persone. Ci abbiamo riflettuto ed abbiamo deciso di non smantellare. Noi, che da 129 giorni abbiamo presidiato, adesso si mettiamo da parte. Tocca ad altri essere presenti, davanti allo stabilimento, in attesa che arrivino quei segnali positivi per la ripresa della produzione ed il ritorno al lavoro».
Ma questi segnali concreti sembrano ancora lontani dal concretizzarsi. Passi in avanti ne sono stati fatti - grazie all’impegno del governo nazionale e all'intesa fra Durnwalder e Terna per la ripresa del collegamento transfrontaliero con la linea energetica austriaca, che permetterà un risparmio sull’acquisto dell’energia. Ma anche le parole del voce presidente della Corporate americana sono state confortanti in tal senso - ma richiedono tempi lunghi per dare i risultati che tutti alla Memc sperano.
Cassa integrazione e esodo. Intanto gli operai sono ancora in cassa integrazione fino a novembre. Poi la Provincia ha garantito loro comunque un appoggio fino a quando la questione non si sarà sbloccata. In settanta hanno già lasciato l'azienda; alla fine di questo mese un altro gruppo abbandonerà la Memc. Le trattative con la direzione si stanno perfezionando. La maglietta di ognuno di loro sarà affissa, con il nome, sulla cancellata perimetrale della fabbrica.
Magliette simbolo. Proprio qui, alcune notti fa, si è verificato un episodio inquietante e deplorevole. Un bus-shuttle, che fa servizio per i giovani che frequentano una discoteca della zona, si è fermato proprio davanti alla cancellata. Sono scesi alcuni giovani che, assieme al conducente, hanno tentato di strappare alcune delle magliette che erano affisse. Chi era di servizio alla tenda-presidio ha sentito ed ha evitato che l'azione vandalica si concludesse. Ha preso il numero di targa dello shuttle-bus e l'ha segnalato agli inquirenti.
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