BOLZANO. Sarà una delle prime questioni che dovrà affrontare il professor Luca Nogler, il giuslavorista cui la giunta regionale ha affidato il compito di definire il quadro giuridico di possibile intervento anche retroattivo sui vitalizi: quanto sarà possibile incidere sul Fondo Family di Pensplan Invest senza mettere in discussione un contratto decennale (con possibile proroga di altri cinque) stipulato con una società privata che si è aggiudicata un bando europeo

Nella strada in salita che la Regione ha deciso di imboccare, costellata di sentenze della Cassazione e della Corte costituzionale sui diritti acquisiti nel campo della previdenza, un altro elemento da non sottovalutare è appunto legato alla natura del fondo in cui sono congelati fino al 2018 oltre 31 milioni di euro.

Già, il Fondo Family. Che nasce alle fine dello scorso anno, in seguito appunto alla vittoria da parte di Pensplan Invest Sgr della gara europea bandita dal Consiglio regionale con delibera dell’ufficio di presidenza datata 28 agosto 2013 e con scadenza il 15 ottobre scorso.

Una gara «per l’istituzione e la gestione di un fondo comune di investimento mobiliare chiuso denominato Fondo Family», con base d’appalto pari a 5 milioni e 650 mila euro: 4,2 per la gestione del Fondo stesso, ed è la prestazione principale, altri, 1,45 per quella secondaria, la sua istituzione e l’amministrazione.

L’offerta vincitrice è risultata appunto quella della sgr “figlia” del Centrum Pensplan, offerta di 2 milioni e 690 mila euro, peraltro senza concorrenti trattandosi dell’unica presentata.

Ma a prescindere dalla “solitudine” dell’offerta, è con quella che adesso si deve fare i conti. E con il contratto che ne è seguito.

Fondo chiuso, il Fondo Family: vale a dire riservato a specifiche categorie (istituzionali o di lavoratori).

In questo caso il Consiglio regionale e gli ex consiglieri, come recita lo schema di regolamento pubblicato a suo tempo dal Consiglio: due infatti le tipologie di quota, quelle di “Classe A” riservate appunto al Consiglio (che nel fondo ha investito 50 milioni di euro) e quelle di “Classe B” degli ex consiglieri. E in questo caso si tratta dei 31 milioni e 665 mila euro costituiti dalla “attualizzazione” non ancora anticipata dei vitalizi: somma congelata nel fondo fino al 2018 e che da quel momento in poi potrà essere incassata in quattro rate annuali.

La domanda è: nel caso in cui venisse approvata una legge regionale che faccia scomparire in un colpo solo vitalizi passati, presenti e futuri, anticipi (pure quelli già versati!) e quote in attesa di ritiro, che fine fa il Fondo Family?

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