BOLZANO. In Trentino si chiama Icef, nel resto d'Italia Ise. In Alto Adige il redditometro si chiama Durp (dichiarazione unificata di reddito e patrimonio) ed entra in vigore dal 1º settembre. Così l'assesssore Theiner: «Finalmente criteri uguali per chi chiede contributi pubblici». Il redditometro scatta subito nel settore sociale (per esempio case di riposo) in quel sanitario (esenzione ticket e rimborsi spese) ed in un secondo momento verrà applicato anche all'edilizia sociale ed all'assistenza scolastica.

Theiner non ha dubbi: «La dichiarazione che per definire meglio il reddito tiene conto anche del patrimonio del nucleo familiare ci permetterà di assegnare i contributi in maniera più equa». In Trentino l'Icef ha consentito alla Provincia di risparmiare e aiutare chi ha realmente bisogno. Assessore, possibile che il nuovo sistema serva a tagliare contributi? «Non puntiamo a penalizzare nessuno».

Luca Critelli, direttore dell'Ufficio anziani e distretti sociali, spiega che comunque eventuali "abusivi" adesso avranno vita difficile. «Grazie al nuovo sistema, il cittadino che chiede di usufruire di determinati servizi potrà compilare una sola dichiarazione all'anno e non perdersi tra mille carte».

Attenzione perché non tutti devono presentare la Durp - spiega Critelli - ma solo chi richiede contributi o agevolazioni tariffarie alla Provincia o agli enti che utilizzeranno il sistema. Nella prima fase, e cioè dal 1° settembre, sarò necessario compilare il redditometro per ricevere l'assegno provinciale e regionale al nucleo familiare (33.000 domande all'anno con una dotazione di 44 milioni di euro), l'esenzione dal ticket per indigenti (circa 7 mila persone), il rimborso delle spese sostenute per le protesi dentarie (7.900 domande con 7 milioni di euro erogati nel 2010).

Il Durp serve anche a definire la tariffa ai servizi sociali (case di riposo, assistenza domiciliare, asili nido, ecc: 4.500 domande) ed a ricevere l'assistenza economica sociale (9.700 domande per complessivi 24 milioni di euro liquidati). La dichiarazione è gratuita e può essere presentata nei patronati o nei centri di assistenza fiscale (Caaf) dei sindacati, delle associazioni economiche e delle altre organizzazioni dove già oggi vengono presentate molte richieste di contributi.

E adesso alcune novità. Per i lavoratori dipendenti vale il reddito complessivo Irpef decurtato della deduzione per l'abitazione principale e degli oneri fiscalmente deducibili. I redditi da lavoro dipendenti saranno considerati soltanto al 90%. Si potranno detrarre spese mediche, interessi sul mutuo-casa, il canone di locazione dell'abitazione principale e gli assegni per il mantenimento dei figli. Per i lavoratori autonomi il reddito minimo non potrà essere inferiore alla retribuzione media di un lavoratore dipendente qualificato del settore di riferimento, fissata dal contratto di categoria. Se il reddito effettivo è al di sotto di tale soglia, va dimostrato.

Per i redditi da agricoltura verrà applicato un valore standard per ogni unità di bovino adulta oppure per ogni ettaro produttivo nel settore della frutticoltura, della viticoltura e della silvicoltura. Non è considerata patrimonio la prima casa. Non verranno conteggiati neppure i depositi fino a 100 mila euro. Per quanto riguarda il calcolo della situazione patrimoniale non saranno considerati fabbricati e terreni indispensabili per l'esercizio dell'attività agricola o commerciale di imprenditori, albergatori, contadini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA