BOLZANO. Uno dei nodi del referendum sull’aeroporto è quello economico. Per la giunta provinciale si tratta di investire «5 euro a residente per 5 anni (25 euro ndr) in cambio di un piccolo aeroporto regionale funzionante». Poi, secondo la Provincia, lo scalo si autofinanzierà, a partire dal 2022. «Al raggiungimento dei 170 mila passeggeri annui la Provincia verserà solo 1,5 milioni l’anno ma ne incasserà 2,2 sotto forma di maggiori introiti fiscali». In Alto Adige oggi si spendono ogni anno 84,2 milioni per i bus, 62,6 per i treni e 8,8 milioni per gli scuolabus. «All’aeroporto andrà una cifra di gran lunga più piccola». Questa analisi costi-benefici – per un aeroporto di categoria 2C che resterà aperto solo dalle 6 alle 23 creando anche nuovi posti di lavoro – non torna al «comitato del no», che ieri si è fatto sentire soffermandosi proprio sullo spreco di risorse che si sarebbe verificato fino ad oggi. «Fino adesso - hanno tuonato 14 consiglieri provinciali, compresi due dissidenti della Svp che vivono in Bassa Atesina - sono già stati spesi 120 milioni e in futuro, oltre ai contributi diretti (2,5 milioni di euro per 5 anni) occorrerà coprire le perdite previste, visto che il pareggio di bilancio è previsto nel 2035». Questa analisi, conti alla mano, non tiene peraltro in considerazione i 2,2 milioni di euro di maggiori introiti fiscali l’anno dal 2022 in poi.
IL REFERENDUM SULL’AEROPORTO»PRO E CONTRO
BOLZANO. Uno dei nodi del referendum sull’aeroporto è quello economico. Per la giunta provinciale si tratta di investire «5 euro a residente per 5 anni (25 euro ndr) in cambio di un piccolo aeroporto...
8 giugno 2016 • 02:17

