PHOTO
Bolzano. «Nella sala di rappresentanza del Municipio mi piacerebbe creare la galleria con i ritratti dei cittadini onorari: Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Franz Thaler, Josef Mayr Nusser, Gianantonio Manci e Manlio Longon». Il sindaco Renzo Caramaschi, lunedì, farà la proposta alla giunta. L’idea gli è venuta dopo che, in occasione delle cerimonie del 25 aprile, Mila Longon Sirianni, figlia di Manlio Longon - il dirigente della Magnesio, originario di Padova, partigiano, assassinato a soli 34 anni dai nazisti nello scantinato del IV Corpo d’armata di Bolzano nella notte del 31 dicembre 1944 - ha donato alla Città di Bolzano un ritratto ad olio del padre.
Il dipinto, realizzato dal pittore Giuseppe Mincato, nonno di Mila e suocero di Longon, ha una storia particolare. È stato fatto poco dopo la tragica fine di Manlio sulla base di una foto tessera.
Del quadro poi se ne erano perse le tracce. Fino agli anni Novanta quando è stato consegnato alla figlia Mila. Da Bolzano il quadro era finito a Como. «Il dottor Virzì, magistrato a Milano - racconta Luciano Sirianni, marito di Mila Longon - l’aveva trovato nella cantina del padre che giovanissimo aveva lavorato con Manlio Longon, allora dirigente della Magnesio a Bolzano. Aveva fatto delle ricerche ed era risalito a noi che ne ignoravamo l’esistenza. La famiglia è molto legata a quel quadro».
«Lo doniamo a Bolzano - ha spiegato la figlia Mila - per ringraziare gli abitanti per il grande affetto che ha sempre dimostrato nei nostri confronti. E anche per i ricordi di mio padre e della mia famiglia che ci sono stati trasmessi in questi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il dipinto, realizzato dal pittore Giuseppe Mincato, nonno di Mila e suocero di Longon, ha una storia particolare. È stato fatto poco dopo la tragica fine di Manlio sulla base di una foto tessera.
Del quadro poi se ne erano perse le tracce. Fino agli anni Novanta quando è stato consegnato alla figlia Mila. Da Bolzano il quadro era finito a Como. «Il dottor Virzì, magistrato a Milano - racconta Luciano Sirianni, marito di Mila Longon - l’aveva trovato nella cantina del padre che giovanissimo aveva lavorato con Manlio Longon, allora dirigente della Magnesio a Bolzano. Aveva fatto delle ricerche ed era risalito a noi che ne ignoravamo l’esistenza. La famiglia è molto legata a quel quadro».
«Lo doniamo a Bolzano - ha spiegato la figlia Mila - per ringraziare gli abitanti per il grande affetto che ha sempre dimostrato nei nostri confronti. E anche per i ricordi di mio padre e della mia famiglia che ci sono stati trasmessi in questi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


