I dati illustrati dalla Camera di Commercio, riduzione del Pil (prodotto interno lordo) dello 0,5% nel 2013, fotografano una situazione di crisi in Alto Adige che era già stata evidenziata dai dati sull’aumento della disoccupazione nel secondo trimestre 2013: 5,4%. «Del resto i segnali relativi all’andamento di alcuni settori: edilizia, metalmeccanico, soprattutto nell’artigianato, credito, assicurazioni e commercio, segnalavano già una situazione di difficoltà», affermano Toni Serafini e Christian Troger, segretari della Uil/Sgk.

«Ma anche il dato sull’andamento turistico preoccupa, infatti dati parziali della stazione estiva 2013 (Astat) ci dicono che da maggio a luglio si è verificato un calo delle presenze nell’ordine del 1,7% rispetto al 2012, ma va inoltre rilevato che le presenze di turisti italiani è diminuita del 7,6%», ancora la Uil.

«Per rimettere in moto l’economia devono ripartire i consumi, ricordiamoci che l’85% di quello che viene prodotto in Italia, viene consumato dal mercato interno. Quindi innanzitutto serve una politica fiscale del governo nazionale che riduca le tasse sul lavoro, sia sui lavoratori che sulle aziende virtuose», sottolineano Serafini e Troger.

«Serve quindi creare lavoro. Vanno poi messe in moto, le 44 misure previste dal piano pluriennale del lavoro. Rivendichiamo inoltre maggiori investimenti per i lavori pubblici e nella casa. Si passi quindi dalle parole ai fatti. In particolare in edilizia e per il risparmio energetico negli edifici pubblici, che porterebbero assieme maggiore e qualificata occupazione, oltre ad un concreto impegno per l’ambiente», chiudono i due sindacalisti.