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Bolzano. «Domani firmo l’ordinanza e riapro il piccolo parco che si trova all’interno della zona sportiva di Maso della Pieve». Il sindaco Renzo Caramaschi rassicura così il gruppo di mamme che si sono mobilitate, per chiedere la riapertura dell’area verde chiusa durante l’emergenza Covid e mai più riaperta.
Il parchetto - utilizzato soprattutto da mamme, bambini, persone anziane e apprezzato in particolare durante la calura estiva - si trova all’interno della zona sportiva, gestita dalla Sport City con cui il Comune ha una convenzione.
«Non lo abbiamo aperto per ragioni di sicurezza legate al Covid - spiega Massimo Moretti, direttore della cooperativa Sport City -: come facciamo a controllare tutti coloro che entrano? A chi partecipa alle diverse attività nella zona sportiva viene chiesto nome, cognome, indirizzo; a chi partecipa ai camp estivi viene misurata anche la febbre. Ma come facciamo con coloro che entrano al parco; chi si assume la responsabilità se succede qualcosa? Con il Comune stiamo cercando una soluzione, non è facile».
In effetti in queste settimane si è mosso anche l’assessore Juri Andriollo, ma sembra tutto molto complicato.
Di qui la decisione del sindaco di intervenire direttamente con un’ordinanza: «Come il Comune ha provveduto, dopo il lockdown, a riaprire tutti i parchi e le aree per il gioco dei più piccoli, non si capisce perché non si debba consentire anche l’accesso al pubblico alla piccola area verde di Maso della Pieve».
Il parchetto - utilizzato soprattutto da mamme, bambini, persone anziane e apprezzato in particolare durante la calura estiva - si trova all’interno della zona sportiva, gestita dalla Sport City con cui il Comune ha una convenzione.
«Non lo abbiamo aperto per ragioni di sicurezza legate al Covid - spiega Massimo Moretti, direttore della cooperativa Sport City -: come facciamo a controllare tutti coloro che entrano? A chi partecipa alle diverse attività nella zona sportiva viene chiesto nome, cognome, indirizzo; a chi partecipa ai camp estivi viene misurata anche la febbre. Ma come facciamo con coloro che entrano al parco; chi si assume la responsabilità se succede qualcosa? Con il Comune stiamo cercando una soluzione, non è facile».
In effetti in queste settimane si è mosso anche l’assessore Juri Andriollo, ma sembra tutto molto complicato.
Di qui la decisione del sindaco di intervenire direttamente con un’ordinanza: «Come il Comune ha provveduto, dopo il lockdown, a riaprire tutti i parchi e le aree per il gioco dei più piccoli, non si capisce perché non si debba consentire anche l’accesso al pubblico alla piccola area verde di Maso della Pieve».


