BOLZANO. «Non possiamo che accettare l’ordinanza del Tar, rimane l’amarezza per l’abbattimento di un edificio che doveva essere salvaguardato, perché anche se non è completamente originale, è stato realizzato più di 70 anni fa ed è stato progettato da Luigi Negrelli. La legge nazionale lo avrebbe tutelato; quella provinciale no: una cosa assurda. Oggi avremmo dovuto riunirci e decidere come muoversi, ormai però i lavori di abbattimento sono iniziati e non ha più senso fare ricorso al Consiglio di Stato». Difronte alla ruspa che ha iniziato a demolire l’ex deposito Negrelli di via Renon, Klauspeter Dissinger, presidente del Dachverband, la Federazione dei protezionisti sudtirolesi, è costretto ad arrendersi.

Con la demolizione del vecchio edificio, inizia di fatto l’operazione Benko, destinata a rivoluzionare completamente l’area compresa tra via Garibaldi, via Alto Adige, via Perathoner, via Stazione.

E a portare nelle casse del Comune 100 milioni di euro; 10 verranno versati a breve e gli altri in tre tranche.

«Non pensavo che partissero subito, però dopo la decisione del Tar - riconosce il sindaco Renzo Caramaschi - ogni momento poteva essere buono, perché hanno in mano una regolare licenza edilizia che consente loro di partire con i lavori. Al di là di questo comunque, sono contento che abbiano iniziato: la demolizione del deposito Fs - che solo quando è stata rilasciata dal Comune la licenza edilizia, qualcuno ha scoperto essere un’opera d’arte - è prevista anche nel progetto Podrecca per la riqualificazione dell’areale ferroviario, vincitore di una selezione internazionale e approvato dal consiglio comunale. Al suo posto è prevista in via provvisoria la stazione degli autobus e successivamente un albergo».

Il sindaco non ha dubbi: il futuro urbanistico di Bolzano è al di là del muro di via Renon, dove oggi oltre al deposito Negrelli, ci sono i binari e una serie di edifici in parte utilizzati e in parte dismessi delle ferrovie. Su queste aree si realizzerà quello che era il sogno, dieci anni fa, dell’allora assessore all’urbanistica del Comune Silvano Bassetti: sorgeranno, tra le altre cose, case, uffici, alberghi, ristoranti, un grande centro giovanile e una piscina olimpionica (50 metri) coperta.

Ma per partire con l’attuazione del progetto areale ci vorrà tempo; intanto inizia la grossa operazione dell’immobiliarista austriaco Renè Benko che divide la città tra pro e contro.

Nei prossimi giorni verrà abbattuto completamente il deposito Negrelli. Quindi, dopo il 6 gennaio, quando chiuderà il Mercatino di Natale, il muro di via Renon andrà giù e il traffico sarà deviato all’interno dell’areale fs, proprio in prossimità dell’edificio progettato originariamente da Negrelli. Le auto effettueranno una “U” entrando subito dopo la stazione e uscendo prima della funivia del Renon. Una volta sistemata la strada, le auto torneranno su via Renon.

Contemporaneamente partiranno i lavori di costruzione della stazione degli autobus che, provvisoriamente, da via Perathoner si sposterà lì dove oggi c’è il deposito Negrelli.