BOLZANO. «Il Sinodo ascolta». Con questo messaggio ieri sono stati presentati gli incontri aperti del Sinodo diocesano. Per sottolineare la voglia di mettersi in ascolto il vescovo Ivo Muser e membri della presidenza del Sinodo si sono presentati alla stampa con delle cuffie in testa. «Vogliamo ascoltare e prendere sul serio le vostre idee, le vostre preoccupazioni e le vostre proposte».

«Il Sinodo diocesano - è stato detto - ha il compito di individuare nuove possibilità per dare forza alla fede nella vita delle persone. In dodici incontri, tutti coloro, che hanno in qualche modo a cuore le questioni religiose, possono presentare le loro proposte, le loro critiche, domande e idee». Verrà utilizzato un metodo innovativo che già indica una nuova mentalità della Chiesa: “Open Space”. Si crea uno spazio libero e aperto nel quale i partecipanti definiscono autonomamente dei temi e ne discutono in piccoli gruppi. I risultati saranno il punto di partenza dei lavori del Sinodo diocesano. «Il tempo in cui ci siamo lamentati in privato è finito: è ora di mettersi in gioco, portare le proprie idee e partecipare al processo di cambiamento – il Sinodo ascolta».

Per informazioni o interviste ci si può rivolgere a Eugen Runggaldier, moderatore del Sinodo diocesano (0471/ 306210) e Reinhard Demetz, segretario del Sinodo diocesano (0471/306288).

Il primo incontro avrà luogo sabato 14 dicembre a Dobbiaco e a La Villa in Badia. Ma non solo gli adulti sono invitati. La diocesi ha deciso di lasciare spazio anche ai più piccoli: «Nel Sinodo diocesano è importante che abbiano il giusto peso anche le opinioni, i bisogni e le idee dei bambini e degli adolescenti. Per questo anche loro sono invitati a coinvolgersi negli incontri e a rendersi partecipi di questo processo di cambiamento. Per questo è importante partecipare agli incontri aperti che da dicembre a febbraio avranno luogo su tutto il territorio della Diocesi. Per dare voce anche ai bambini, nei pomeriggi dalle 14.30 - 16.30 sono previsti degli incontri specialmente per i bambini, per raccogliere insieme a loro con metodi ludici adatti idee per una chiesa più a misura di bambino».