BOLZANO. L’avvocatura comunale ieri ha reso noto che “con altri quattro provvedimenti, il Tar di Bolzano ha ora confermato che, in mancanza di rimozione degli apparecchi da gioco dai bar, i locali vanno chiusi”. Nei casi in cui “gli esercenti non hanno provveduto autonomamente a rimuovere le slot prima dell’udienza fissata per decidere sulla sospensiva, il Tar di Bolzano li ha altresì espressamente condannati alle spese di lite relative alla prima fase del contenzioso a favore del Comune”. Mentre Merano ha adottato una linea più soft, Bolzano non ha dunque nessuna intenzione di frenare: «Applicheremo la legge e non faremo eccezioni per nessuno», ha dichiarato ieri il sindaco Luigi Spagnolli.
«Ognuno - così il sindaco - è testimone della propria realtà e ognuno cerca di tarare le misure sulla propria realtà. Noi - e questo credo che nessuno possa contestarcelo - abbiamo avuto una crescita esponenziale, incontrollata e assolutamente esagerata del numero di macchinette collocate nei locali pubblici. Quindi che si debbano prendere delle misure forti è un fatto motivato. E noi lo abbiamo fatto». Ora, il Tribunale amministrativo regionale «ci dà ragione».
Ovviamente, prosegue il sindaco, «non è che mi faccia piacere. Nel senso che capisco che i gestori che puntavano su questo tipo di entrata per riuscire a far quadrare i conti ci rimangano male. Però, tutte queste forme di gioco non portano altro che questo: creano nuove situazioni di disagio sociale, che poi l’ente pubblico deve arrivare a risolvere. Questo è il problema. E io preferisco non dover risolvere situazioni di disagio sociale». Si tratta «di una scelta politica forte». E non tutte le forze politiche, chiarisce Spagnolli, «sono state solidali in questa scelta fatta dalla nostra amministrazione». Del resto, ironizza il sindaco, «mi pare di ricordare che recentemente i grillini hanno detto che finanzieranno il reddito di cittadinanza con i proventi del gioco d’azzardo. Questo è davvero interessante...»
Bolzano, dunque, andrà avanti: via le slot dai bar. Ma si farà qualche eccezione, almeno per quei bar che sono fuorilegge soltanto per qualche metro? Dentro i 300 metri dai luoghi sensibili, ma per un niente? «Per me - chiarisce Spagnolli - la regola è una sola e la regola si applica a tutti».
Dopodiché, «io non conosco i singoli casi, io mi occupo di fare le regole. Chi le applica sono i nostri vigili urbani, che vanno e che misurano le distanze. Non so se ci siano casi del genere, dentro o fuori per pochi metri. Non mi interesso di casi simili, perché credo che la politica debba stare al di sopra dei casi singoli e debba occuparsi della regola generale. Sui casi singoli qualcuno esaminerà. Se li porteranno al mio tavolo, li guarderò».
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