BOLZANO. Acceso il nuovo termovalorizzatore, resta in piedi il vecchio, che adesso bisognerà demolire. La Provincia ha già stanziato un milione e mezzo di euro per smantellare gli impianti, ma poi ci sarebbe da bonificare l’intera area circostante. Nessuno però vuole pagare i dieci-dodici milioni di euro necessari per questo delicato intervento. La Provincia non ci pensa nemmeno lontanamente, il Comune semplicemente non può permetterselo. E dunque, molto probabilmente ci si limiterà ad asfaltare l’area, per sigillarla.

“Al completamento del nuovo impianto si potrà demolire quello vecchio adiacente. Anche in questo caso il terreno dovrà essere bonificato dalle scorie industriali giacenti”. Si legge così sul sito web della ripartizione infrastrutture della Provincia, aggiornato a luglio 2013. La bonifica veniva data per scontata, ma tanto scontata ora non è. E il motivo è semplice: il costo elevatissimo. Una stima precisa ancora non si è fatta, ma una dozzina di milioni è quanto si è speso per bonificare il terreno accanto, dove è stato poi realizzato il nuovo termo-valorizzatore, in esercizio fra alti e bassi dal 27 luglio scorso. L’area su cui insiste il vecchio impianto - il quarto realizzato in città, il primo risale al 1971 - è estesa altrettanto e sotto c’è lo stesso tipo di rifiuti: scorie industriali delle lavorazioni di acciai speciali e altro, stoccate lì per decenni, fino all’inizio degli anni Settanta. Non è una cosetta così: uno strato di almeno sei o sette metri. A pochi metri dall’Isarco.

La giunta provinciale ha già stanziato il milione e mezzo necessario per demolire il vecchio impianto, ma non ci sarebbe intenzione si scucire altri denari. Già la demolizione non dovrebbe essere totalmente a carico dell’amministrazione provinciale, visto che l’impianto per metà è di proprietà municipale. Il terreno su cui sorge poi - questa almeno la visione provinciale - è di proprietà comunale. Ergo... Da parte sua, il Comune al momento attuale non può certo permettersi di spendere cifre ingenti per la bonifica, quando, per dirne una, quest’anno si è rinunciato a mettere a norma gli impianti dell’edificio municipale, operazione che sarebbe costata “solo” otto milioni di euro.

L’ipotesi dei tecnici, per ora, è la copertura del piazzalone che si creerà dopo la demolizione del vecchio inceneritore. Per sigillare il terreno dalle infiltrazioni, evitando così che l’acqua piovana vada ad alimentare il percolato, si potrebbe asfaltare. Costerebbe poco. E sarebbe sicuro. Sotto ci sarebbero delle lingue di argilla impermeabile. Sigillato naturalmente sotto, e artificialmente sopra, tramite l’asfalto. Basterà?

©RIPRODUZIONE RISERVATA