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BOLZANO. «La Chiesa non vuole privilegi. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma con equità». Il vescovo Ivo Muser interviene nella spinosa polemica delle esenzioni Ici. «Forniamo innumerevoli servizi alla società, che impiegano gran parte delle nostre risorse». La diocesi «è pronta a dare il suo contributo - afferma il vescovo - però chiediamo che vengano rispettati i criteri di equità e solidarietà». Ed è proprio intorno a queste due parole che si avvita la questione morale che non riesce a divincolarsi dal dubbio. Se il sentimento comune è che gli sgravi fiscali che lo Stato concede alle diocesi siano un sopruso nei confronti dei cittadini, allora la Chiesa preferisce pagare le tasse. Questo è il nocciolo della questione che assedia lo stato maggiore del Vaticano, e che il vescovo Ivo Muser ribadisce in occasione della visita natalizia ai malati del reparto di cure palliative del San Maurizio. Non si tratta di una polemica urlata da un microfono, ma di una necessità di chiarimento che il vescovo stesso dimostra di avere, più nei confronti degli altoatesini che della politica. Il tema è di estrema delicatezza, da un lato si dà spazio alle critiche rivolte alla Chiesa intesa come istituzione, dall'altro potrebbero traballare le azioni della Chiesa reale, quella che tutti i giorni attraverso il suo associazionismo offre aiuto a chi ne ha bisogno. Attualmente la diocesi finanzia una miriade di progetti di solidarietà, articolati nelle varie associazioni cattoliche tra cui primeggia la Caritas, che sollevano in tutto o in parte la Provincia e i Comuni da una quantità di servizi come assistenza agli anziani, pasti caldi e alloggio ai senzatetto, cure e assistenza per i malati di Aids, raccolta di abiti usati per i poveri e tutto quel grande lavoro di missionariato laico delle organizzazioni locali. «Non vogliamo fare rivendicazioni - ci tiene a specificare Ivo Muser - ci aspettiamo di essere capiti», ma il messaggio è più diretto agli altoatesini che alle istituzioni. Chi è chiamato a fare uno sforzo di comprensione è l'uomo della strada. «Non vogliamo privilegi - afferma Muser - il nostro posto è tra le persone, soprattutto quelle in difficoltà, e non al di sopra di esse; ma spesso il nostro lavoro passa inosservato». Quanto peserà l'Imu sul bilancio di queste associazioni? Lo stesso presidente Luis Durnwalder, in occasione del suo settantesimo compleanno, aveva ammesso che le oltre tremila sigle di volontariato presenti in territorio altoatesino arrivano dove le istituzioni non possono; a chi spetterebbe quel lavoro se i volontari non dovessero più farcela per mancanza di fondi, non è stato ancora chiarito. «Noi faremo tutto il possibile per continuare con la nostra missione di solidarietà, ma siamo anche disposti a dare la nostra parte di contributo quando ci venisse richiesta».


