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BOLZANO. «Lassù ci si sente più vicini al Signore, è vero». Un vicario diocesano nel soccorso alpino non si era mai visto.
Ma lui, don Eugen Runggaldier, si vede lì, scarponi, zaino e chiodi, fin da bambino. Il papà Vincenzo era una guida, lo zio una guida, in casa sempre tutti a camminare in salita. E poi c’è la vocazione. Anzi due. Il sacerdozio e la montagna.
Quando l’anno scorso ha superato l’esame da soccorritore, ed è entrato come membro effettivo delle unità del Brd, è come se si fossero saldate.
«Stare vicino alla gente lo si può fare in tanti modi. Io ho avuto la fortuna di essere prete - dice - e di dare una mano ai bisognosi. Adesso posso farlo anche in mezzo a chi corre dei pericoli perché ama scalare come me...».




