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BOLZANO. "Waltherpark", il più esteso cantiere civile mai apparso in mezzo alla città, ha dato i numeri. Che sono questi: 600 milioni di spesa complessiva per la realizzazione - compresa la nuova stazione bus che ne è stata la premessa -; 470 metri cubi edificati; 120 mila metri quadri; 50 metri di dislivello tra fondamenta e quarto piano; l'89,6% dei negozi e degli spazi commerciali venduti con 70 nuovi marchi in città, 54 appartamenti su 110 già venduti: in quasi la metà ci vivranno altoatesini.
«E se non avessimo vissuto un paio di mesi facendo i conti con l'incertezza di scenario dopo il crollo Signa li avremmo allocati quasi tutti» ha voluto chiarire Heinz Hager, presidente di Waltherpark AG e rappresentante del gruppo tedesco Schoeller, che ha rilevato l'operazione da Benko. Poi altri dati, questa volta di calendario, i quali tracciano l'avanzamento di un percorso integrato tra le varie funzioni: le prime unità di uffici nell'edificio lungo via Garibaldi saranno consegnate a fine anno. I primi appartamenti saranno consegnati all'inizio del 2025, mentre il parcheggio sarà messo in funzione a marzo.
Anche l'hotel, che sarà gestito da Falkensteiner, sarà inaugurato in primavera. La "High Street Gallery", con negozi, ristoranti e vari fornitori di servizi, aprirà a fine agosto/inizio settembre.
L'altro elemento in agenda riguarda l'avvio dei lavori per la riqualificazione dell'intero parco stazione, con trasformazione del viale in Ztl: si comincia a febbraio del prossimo anno per fare il grosso in estate. É il termometro dell'operazione, all'ultimo dei piani del centro, su una terrazza a 30 metri di altezza. È il sommitale della "casa C", ancora in attesa di un compratore. É qui che i vertici del Park, insieme a tutti i responsabili dei consorzi di impresa che hanno costruito il complesso, agli operai e ai tecnici hanno messo in scena la "Gazega", una volta finito "il grezzo".
Si tratta della festa di cantiere di fine lavori, quando l'opera è giunta al tetto. E ci è arrivato, il Waltherpark con il tradizionale albero, antica tradizione cantieristica. C'erano anche il sindaco e il suo vice, casco in testa, a celebrare l'evento. «Ho udito tanti gufi in questi mesi, dopo la crisi del gruppo Benko - ha commentato Renzo Caramaschi - come se fosse interesse della città il fallimento di questa operazione». Che invece, ha chiarito, è stata fatta nell'interesse di tutti: 102 milioni nelle casse comunali come contropartita, una immissione di infrastrutture commerciali e logistiche, come ha pure voluto sottolineare Stephan Konder, in grado nei rilanciare anche il centro. «Siamo stati attenti a individuare una tipologia di marchi e merceologie complementari a quelle già esistenti in zona», ha aggiunto Hager. Ultima conferma, dopo quelle già annunciate da mesi , l'arrivo di Virgin, il marchio di palestre più noto e glamour. «Sarà al primo piano» hanno svelato i tecnici.
Ugo Riccio, (CMB - impresa general contractor), Federico Zaggia (project controller F&M Ingegneria) e Admir Nocaj (Bouygues E&S Italia), tra i più grandi gruppi di costruzioni in Italia e in Europa hanno raccontato di ostacoli e di successi. E di 140 milioni di acquisti di materiali, molti riversati sulle imprese locali, e di presenze massicce di operai: in un giorno si è arrivati a 500 contemporaneamente. «E non abbiamo sofferto nessun incidente sul lavoro» ha detto il general contractor.


