BOLZANO. Gli immigrati, in Alto Adige, stanno (mediamente) bene, prova ne sia che il numero complessivo ha toccato per la prima volta quota 50 mila, poco meno del 9% della popolazione residente. In un anno si è registrato un incremento di circa 3 mila persone e 1.475 stranieri hanno ottenuto la cittadinanza. Le donne sono salite al 53,4%. All’asilo, e questo è un altro dato su cui riflettere, tre bambini stranieri su quattro (74,5%) sono nati nel nostro Paese e quindi sono integrati e parlano bene la nostra lingua. A scuola si registra, per la prima volta, un’inversione di tendenza: gli stranieri iniziano a preferire quella tedesca, perché hanno capito che ci sono più chance di trovare un’occupazione stabile. A curare il rapporto Unar (ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) è stato il Centro studi Idos, la cui redazione locale è composta da Fernando Biague e Matthias Oberbacher.

Provenienza & natalità. Gli albanesi, con il 12,2%, sono ancora la comunità più rappresentata, seguita nell’ordine da tedeschi (9,6%), marocchini (7,8%), pachistani (7,1%) e romeni (5,7%). In provincia di Bolzano ci sono immigrati di 137 Paesi. Nel 2013 sono nati 745 bambini con cittadinanza straniera. «Il tasso di natalità - spiega Oberbacher - raggiunge il 16,9 per mille contro il 9,7 della popolazione autoctona». Ciò significa che una straniera mette al mondo in media 2,4 figli mentre le donne altoatesine si fermano a 1,5.

La “seconda generazione” di stranieri è in netto aumento. A fine 2013 i minorenni stranieri erano 10 mila e 6.708 sono nati in Italia. Si registra un’inversione di tendenza significativa anche per quanto attiene le interruzioni di gravidanza: 253, pari al 41,8% del totale, lo scorso anno riguardavano donne straniere.

Economia e occupazione. Il mercato del lavoro, in Alto Adige, ha tassi di disoccupazione complessivi che si attestano al 4,4% per le donne e al 5% per gli uomini, ma gli stranieri extracomunitari disoccupati sono saliti al 20,6%. Dai dati Inail - si legge nello studio Idos - si evince che sono 66.317 gli stranieri per i quali nel corso del 2013 è stato registrato un rapporto di lavoro in Alto Adige, dei qual il 36% donne. In poco più della metà dei casi (50,5%) si tratta di lavoratori occupati nel settore terziario, in un terzo dei casi in agricoltura (34,4%) e un ottavo nell’industria (12,3%). Gli assunti stranieri nel corso del 2013 sono stati 41.494, dei quali il 46,7% nei servizi, il 43,8% nell’agricoltura e solo il 5,5% nell’industria. Interessanti i dati riguardanti le imprese condotte da stranieri che sono 3.599. In testa ci sono i servizi (58,5%). Biague ha sottolineato nel suo intervento l’importanza delle “rimesse”, i soldi inviati dall’Italia nei Paesi d’origine degli stranieri. Dalla provincia di Bolzano nel 2013 sono “usciti” 31,110 milioni di euro e dalla regione 58,777 milioni (991 milioni in tutto il Nord-Est).

La scuola che cambia. La “fotografia” più interessante contenuta nel «Dossier immigrazione 2014» riguarda la scuola. Dai numeri si capisce, in buona sostanza, che le famiglie straniere - orientate da sempre verso gli istituti italiani - iniziano, lentamente, a spostarsi verso quelli tedeschi. E il trend inizia ad essere più marcato partendo dagli asili. Gli alunni stranieri, in totale, sono 9.628, pari all’11,7%. La percentuale più alta si registra alla scuola dell’infanzia (13,5%), seguita da elementari (10,5%), medie (9,2%) e superiori (7,6%). Mentre nell’anno scolastico 2012/2013 gli stranieri iscritti negli asili tedeschi erano il 9,6%, lo scorso anno sono saliti al 10,2%. Contestualmente, negli asili italiani, la percentuale è scesa dal 25,6% al 25,2%. Alle elementari tedesche gli alunni stranieri sono saliti dal 6,7 al 7,1% e alle medie dal 5 al 5,4%. Alle elementari italiane gli stranieri sono cresciuti dal 22,2 al 22,7% ma c’è un calo (da 22,8 a 22,5%) alle medie e un lieve incremento alle superiori (da 17,1 a 17,5%). Tre bambini stranieri su quattro, all’asilo, sono nati e cresciuti qui. Parlano, pensano e ragionano da italiani.

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