BOLZANO. La partita sull’import dei rifiuti dal vicino Trentino (15 mila tonnellate soprattutto dalle valli di Fiemme e Fassa) non è ancora conclusa, ma siamo in dirittura d’arrivo. Ieri sono trapelate, infatti, le condizioni di partenza dell’accordo che la Provincia di Bolzano sottoscriverà con l’assessore Mauro Gilmozzi, tuttora impegnato a «limare» i termini dell’intesa. Una volta trovato l’accordo su costi e durata della convenzione la Provincia di Bolzano sottoscriverà una seconda intesa con Bolzano, sul cui territorio si trova il termovalorizzatore. Quest’ultimo, a partire dal 2017, dovrebbe dunque funzionare per la prima volta a pieno regime e bruciare così 130 mila tonnellate di rifiuti.
La durata dell’accordo. Il Comune di Bolzano vuole impegnarsi per il medio, ma non per il lungo periodo. Di qui la necessità di firmare una convenzione con Trento per 5 anni e non per i 10 richiesti da Gilmozzi. Resta inteso che l’accordo potrebbe comunque essere prorogato nel 2022.
La quantità. Le due Province, Bolzano e Trento, premono per arrivare almeno a 15 mila tonnellate di rifiuti residui, in modo tale da raggiungere la piena capacità dell’impianto (130 mila tonnellate). Il sindaco Caramaschi ha dimostrato piena disponibilità in tal senso, ma deve riuscire a convincere gli alleati di giunta più recalcitranti, ovvero i Verdi. L’assessora Lorenzini, nei mesi scorsi, ha fatto capire di non essere propensa ad andare oltre quota 10 mila. Ieri il primo cittadino ha preso tempo. «Ho degli alleati - ha detto - e prima di dare il via libera all’intesa voglio studiarmi bene le carte e consultarli. Con Trento, in questo momento, non siamo ancora d’accordo su tutto. Lunedì prossimo contiamo, peraltro, di arrivare ad un’intesa vantaggiosa per tutti».
I costi per lo smaltimento. Il Trentino ha chiesto di firmare la convenzione ad un costo di 95 euro a tonnellata, mentre la Provincia di Bolzano sembra intenzionata a dare l’ok solo a 101 euro, in modo tale da darne 20 (sempre a tonnellata) a Bolzano. In questo modo il capoluogo riuscirebbe a monetizzare il disagio sopportato soprattutto dal quartiere di Casanova. Facendo due conti si evince che per Bolzano i ricavi dovrebbero passare da 300 a 800 mila euro l’anno. Sulle cifre, in realtà, sembra esserci ancora margine per trattare. L’assessore provinciale Theiner sta giocando sue due tavoli ma è ottimista. Da gennaio, massimo febbraio 2017, si potrebbe già partire con l’import di rifiuti dal vicino Trentino.
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