BOLZANO. Il bimbo prematuro è quello che un genitore non si aspetta perché la strada si fa subito in salita. In Alto Adige nascono cinquecento prematuri l'anno (prima della 37esima settimana di gestazione) ed il loro numero, dopo una fase di continua crescita, adesso si è stabilizzato: nel 2010 sono stati 78 i piccoli nati sotto i 1.500 grammi, nel 2011 il loro numero è sceso a 60. Si tratta, a tutt'oggi, dei pazienti più ricoverati in Pediatria su un totale di 5.647 nuovi nati l'anno.

Il numero è così alto perché sempre più spesso oggi le donne che prima studiano e poi lavorano hanno il primo bebè dopo i 35 anni. Insomma i prematuri aumentano perché aumentano le cosiddette "primipare attempate" ed i rischi si fanno maggiori perché cresce il ricorso alla fecondazione assistita. Il primario di Neonatologia e terapia intensiva del San Maurizio - Hubert Messner - spiega che i bimbi nati prima della 37esima settimana sono più a rischio di altri per problemi polmonari, neurologici e per infezioni di vario tipo.

Se dieci anni fa in Alto Adige i prematuri erano tra l'8 ed il 10% del totale oggi la percentuale si attesta fra il 10 e il 12%. I bambini nati prima della 32 esima settimana di gestazione e con un peso inferiore a 1.500 grammi, costituiscono poi gli "ultra pretermine". Dieci anni fa in Alto Adige l'incidenza di questo genere di parti prematuri arrivava a 45 o 50 casi l'anno, oggi siamo arrivati a 70 ma adesso le cifre si sono stabilizzate. Negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato poi il numero dei neonati che hanno un peso inferiore ai 1.000 grammi.

«Devo dire che a Bolzano siamo riusciti in un caso a sfondare il numero delle 23 settimane di gestazione, considerato il limite assoluto di sopravvivenza». L'assessore alla sanità Richard Theiner, papà di due bimbi prematuri, non ha dubbi: «Il reparto di Neonatologia del San Maurizio ci è invidiato sia in Italia che all'estero per la sua professionalità. Posso dire, in tempi di Riforma clinica, che in questa branca della Pediatria abbiamo giocato d'anticipo, puntando su un unico reparto a Bolzano in grado di garantire eccellenza e qualità a tutta la provincia ed abbiamo vinto la scommessa. I prematuri si curano qui e lo staff medico coaudiuvato da Messner è all'avanguardia ed anche per questo lo ringraziamo».

Umberto Tait, direttore del Comprensorio di Bolzano, annuisce: «Quattordici anni fa quando ho iniziato a lavorare all'ospedale la Neonatologia era un'altra cosa ma la Provincia ci ha dato una mano importante e noi siamo riusciti a farla crescere. Grazie a ripetuti interventi il reparto oggi è uno dei migliori e dei più efficienti che abbiamo. Forse nel 2012 riusciremo a fare ancora meglio ed a trovare un alloggio nelle case delle infermiere a quelle mamme che hanno il bimbo ricoverato e che magari arrivano da altre zone dell'Alto Adige». Messner conferma un lavoro importante: «Sia l'Asl che l'ospedale hanno concentrato sforzi e spese su Bolzano. Non c'è stata dispersione di risorse ma, al contrario, negli ultimi anni abbiamo chiesto ed avuto più medici, infermieri e macchinari ed i risultati si vedono».

Per sostenere madri e padri uniti in un percorso difficile a novembre dell'anno scorso è nata da un'intuizione di Jutta Perkmann Erhart l'associazione "Prematuri Alto Adige" che punta a mettere in contatto genitori che condividono la stessa esperienza: «Quando nasce un bimbo prematuro lo guardi ed improvvisamente capisci che non è quello che volevi e che pensavi. I genitori vanno supportati dagli specialisti e dai pediatri anche nella fase post-ospedaliera per capire a quali cure mediche dovrà sottoporsi il loro bambino. I piccoli hanno bisogno - infatti - di un particolare sostegno sia nei primi mesi che nei primi anni di vita. E lo stesso vale per i genitori che devono superare sensi di colpa, stati d'ansia, paura e impotenza.

Mamma e papà - infatti - vanno aiutati sia dentro che fuori dall'ospedale perché posti di fronte a grosse sfide. I prematuri presentano un elevato rischio di mortalità e rischiano di soffrire a breve o lungo periodo di problemi motori, cognitivi, psicologici e legati ad alcuni organi. Secondo noi lo scambio d'esperienze fra i genitori può essere d'aiuto per superare questa difficile situazione ed è in questa direzione che continuiamo ad andare». Per informazioni cliccare www.prematuri-altoadige.jimdo.com/membri

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