BOLZANO. Il caro energia continua a pesare sui bilanci di famiglie e imprese e Bolzano registra i prezzi dei carburanti più elevati d’Italia. Al 30 settembre, secondo la rilevazione del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina ha raggiunto una media di 2,147 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,360 euro. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale sempre più complesso: dall'inizio del conflitto in Iran, l'aumento dei costi energetici ha comportato per famiglie e aziende italiane una spesa aggiuntiva stimata in circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio.

A quantificare l'impatto è l'Osservatorio della Cna, che nell'aggiornamento al 30 settembre evidenzia come quasi la metà dell'aggravio complessivo derivi proprio dai carburanti. Benzina e diesel hanno infatti generato maggiori costi per una cifra compresa tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono l'energia elettrica, con un incremento stimato tra 5,8 e 6 miliardi, e il gas direttamente consumato da famiglie e imprese, con altri 3-3,3 miliardi.

Una situazione che interessa da vicino anche il tessuto economico del Trentino-Alto Adige, dove le piccole e medie imprese devono fare i conti con costi di gestione crescenti. «Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese del Trentino-Alto Adige», afferma Cristiano Cantisani, presidente di Cna Trentino-Alto Adige. Per le piccole aziende, sottolinea, i maggiori esborsi riducono i margini, rallentano gli investimenti in innovazione e occupazione e si ripercuotono lungo le filiere produttive. «Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante», osserva.

Il solo mese di settembre ha comportato un aggravio aggiuntivo compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi di euro, pari a circa un terzo del totale accumulato da marzo. A incidere maggiormente sono stati ancora una volta i carburanti. La benzina ha raggiunto i valori più alti dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato il precedente picco della crisi energetica, toccando un nuovo massimo nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996.

Il 21 settembre la media settimanale della benzina si è attestata a 2,141 euro al litro. Il gasolio ha invece raggiunto quota 2,351 euro nella rilevazione del 28 settembre. A Bolzano, il giorno successivo, i valori rilevati dal Mimit sono risultati ancora più elevati, confermando la particolare pressione sui consumatori e sulle attività economiche del territorio.

Non meno rilevante è l'andamento dell'energia elettrica. Il Pun Index Gme medio di settembre, ancora provvisorio, si è attestato intorno ai 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro di febbraio. Un aumento di quasi l'82% che rischia di incidere ulteriormente sulle bollette proprio in vista dei mesi più freddi.

Per la Cna, gli interventi adottati finora hanno contribuito a contenere i prezzi negli ultimi giorni di settembre, ma non rappresentano una risposta sufficiente nel lungo periodo. Cantisani richiama in particolare la necessità di una strategia strutturale anche a livello locale, chiedendo alle Province autonome di Bolzano e Trento di attivarsi con misure specifiche per le micro e piccole imprese.

Tra le richieste dell'associazione figurano una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, strumenti di sostegno realmente accessibili alle aziende di dimensioni ridotte e l'utilizzo dell'eventuale maggiore gettito fiscale generato dai rincari per alleggerire il costo dell'energia.

Le prospettive per i prossimi mesi restano preoccupanti. Se i prezzi calmierati di benzina e gasolio saranno mantenuti fino alla fine dell'anno e le quotazioni di elettricità e gas resteranno sui livelli medi di settembre, il conto aggiuntivo per famiglie e imprese potrebbe arrivare a circa 33 miliardi di euro nel 2026. Il solo quarto trimestre rischia di pesare per oltre 16 miliardi.

Un eventuale contenimento dei prezzi dei carburanti potrebbe generare risparmi compresi tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della durata e dell'estensione delle misure. Un aiuto importante, ma che secondo la Cna non sarebbe sufficiente a compensare l'intera pressione energetica. Con l'avvicinarsi dell'inverno, infatti, il peso dei rincari potrebbe spostarsi sempre più sulle bollette di luce e gas.