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BOLZANO. In Alto Adige il Krampus batte San Nicolò: proliferano le feste profane con protagonisti centinaia di uomoni-caprone a discapito del santo della carità. Tanto che il mondo cattolico tenta di correre ai ripari. La tradizione esiste. Certo. Da secoli, se non da millenni, da quando cioè l'uomo cerca di propiziarsi il solstizio d'inverno e il conseguente allungarsi delle giornate. L'inverno, personificato dagli spiriti immondi. Ma il Krampus, una volta, accompagnava San Nicolò nella tradizionale processione della notte sul 6 dicembre. Davanti il santo della carità, del dono, simbolo del sacrificio cristiano e dell'impegno nei confronti del prossimo. Dietro qualche Krampus, anche diversi magari, ma la sostanza era questa: a vincere sugli spiriti immondi era il santo, protagonista assoluto. Ora, molto se non tutto è cambiato, e in parte del mondo cattolico la nuova tendenza suscita anche qualche malumore o come minimo il desiderio di riportare il tutto nel solco della tradizione. Quella vera. Prima lo status quo, poi le contromisure in atto. Per capire a che punto si è arrivati, basta scorrere i programmi delle varie associazioni turistiche altoatesine. Dall'elenco delle manifestazioni prenatalizie si intravvede immediatamente un primo fenomeno: le sfilate non sono più solo nel giorno precedente San Nicolò, ossia nella notte del 5 dicembre. Intendiamoci, le processioni sacre esistono ancora, ma le vere manifestazioni di popolo sono altre. Alcune sono il 5, altre in altri giorni, da fine novembre a metà dicembre. In date differenti perché i vari eventi non si accavallino. Così il pubblico può seguirne svariate, cui possono partecipare tutti i gruppi folcloristici coinvolti: Friuli (la tradizione è ben radicata pure lì), Tirolo (del Nord, Sud ed Est) e Baviera. Ma il dato a suscitare sorpresa, in chi non è avvezzo a frequentarle, è il numero di partecipanti. A Campo Tures, quest'anno, il 7 dicembre si attendono 500 Krampus. Almeno 100 a Castelrotto, l'11. A Dobbiaco, il 9, saranno fra 250 e 300. E nella marea di Krampus ovvio che Nikolaus si noti a stento. Quando c'è. Perché addirittura, in certi casi, il santo manca proprio e la processione diventa semplicemente sfilata, come accadrà quest'anno a Merano, al mercatino organizzato da Kaufleute Aktiv. Succederà per tre finesettimana (26 e 27 novembre; 4, 5, 10 e 11 dicembre), nonché all'Immacolata (8 dicembre, di giovedì). Sfileranno a ripetizione - a uso e consumo dei turisti e dei meranesi a spasso per il mercatino Lungopassirio - i Krampus del gruppo Höllenschlucht. Senza San Nicolò, specifica il sito web dell'associazione turistica meranese. La Chiesa non vuol contrastare, ma correre ai ripari, questo sì. Dunque, si sono organizzati dei corsi di formazione ad hoc per i Nikolaus incaricati di partecipare a processioni e visite nelle case. Si vuole sensibilizzare, spiegare, responsabilizzare. Lo sta facendo il Katholische Jungschar, omologo tedesco dell'Azione cattolica giovani. Il 4 dicembre, alle 19, nel duomo di Merano dedicato proprio a San Nicola, si riuniranno tutti i Nikolaus altoatesini, per ricevere la benedizione e soprattutto il mandato per la sera successiva.
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