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MERANO. La giunta guidata dal sindaco Paul Rösch dà il via libera all’arrivo in città di una sessantina di profughi nordafricani e mediorientali, gran parte dei quali oggi ospitati nel punto di raccolta transitorio organizzato nelle caserme di Bolzano. Si tratta del secondo afflusso in zona, dopo la decisione di collocare un primo gruppo di persone nell'ex Salus Center di Prissiano (decisione che ha innescato le discussioni fra la popolazione locale, se ne parla nell’articolo accanto in pagina).
La decisione è stata presa l'altro giorno, al termine del primo incontro ufficiale tra nuovo sindaco e assessore provinciale al sociale Martha Stocker.
Già nella giornata di oggi le prime 25 persone arriveranno in città. Il sindaco ha anche già individuato il luogo nel quale ospitare i profughi, che vanno ad aggiungersi alle cinquanta persone che si trovano ospiti presso l'ex pensione Arnika in via Roma, all'ingresso sud della città. La collocazione individuata per ospitare i disperati in arrivo dalle zone di guerra e di assoluta povertà non sono le caserme di via Palade, bensì le baracche di legno che si trovano a nord della stazione ferroviaria, nell'areale che scorre a fianco della via IV Novembre.
Nel periodo di costruzione del primo lotto della circonvallazione e del tunnel sotto i campi di mele di Lagundo, quelle baracche vennero utilizzate per ospitare gli operai delle imprese costruttrici. I posti disponibili sono tra cinquanta e sessanta.
L'operazione è stata concordata venerdì, ma il sindaco Rösch aveva deciso di non renderla nota fino ad insediamento dei profughi completato e questo per evitare eventuali proteste plateali. Peccato però che lo stesso sindaco abbia svelato il “segreto” nel corso di un breve filmato pubblicato sui social media.
Se da una parte la collocazione individuata per l’accoglienza di questa gente ha il vantaggio di essere di fatto pronta – dislocare i profughi alle caserme di via Palade avrebbe richiesto interventi di manutenzione e adattamento non semplici e immediati – dall'altra potrebbe creare qualche perplessità, visto che si trova a ridosso della stazione ferroviaria centrale. E le immagini che nei giorni scorsi sono rimbalzate sui servizi delle televisioni nazionali con il caos accoglienza proprio all'interno delle stazioni di Roma e Milano non sono un buon viatico per questa operazione in versione meranese.
Intanto, il sindaco preferisce sottolineare gli aspetti umanitari della vicenda, i suoi risvolti solidaristici e multietnici. "Merano conferma – sostiene Paul Rösch nel breve filmato – la sua natura di città a vocazione cosmopolita e l'accoglienza dei profughi è un bel segnale che i meranesi danno, facendo, anche se in piccolo, la propria parte, per affrontare la disgrazia che sta accadendo nel Mediterraneo".
A gestire il punto di accoglienza per nomadi a pochi passi dalla stazione ferroviaria centrale sarà l'associazione Volontarius di Bolzano, che a Merano è già presente con un proprio camper all'interno dei giardini della stazione per gestire il progetto "In strada a Merano".
Ma c'è un altro aspetto della questione che non va sottovalutato. La decisione di accogliere i profughi non è stata presa dalla giunta comunale. A confermarlo è l'assessore Nerio Zaccaria.
"Mi sarei aspettato – spiega appunto Zaccaria – che su una decisione di questo tipo il sindaco si fosse consultato con i suoi assessori. Questo invece non è avvenuto”.
“Avremmo anche potuto dargli qualche consiglio - prosegue nel suo intervento l’assessore Zaccaria - Penso ad esempio al tema sicurezza e alla presenza di una sessantina di persone a ridosso dei binari ferroviari. Le forze dell'ordine e la polizia ferroviaria hanno le risorse sufficienti per tenere sotto controllo questi disperati 24 ore su 24?".
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