BRESSANONE. Uomini e donne con problemi psichici o psicosomatici che rifiutano le cure con il rischio di creare disagi ad altri cittadini o ai propri familiari vengono sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio (Tso). E la decisione in merito al Tso, per legge, è affidata al sindaco del comune dove risiedono o sono ricoverate le persone problematiche, dopo una richiesta specifica inoltrata al primo cittadino da un medico e da uno psicologo. Il sindaco, dunque, firma l'ordinanza e diviene in qualche modo responsabile del malato.

Anche a Bressanone si registrano ordinanze di trattamento sanitario obbligatorio: nel 2015 sono state 20 (oltre a 17 di prolungamento della cura), mentre nel 2016, fino ad oggi, sono state 6 (tredici i prolungamenti) ed è il sindaco Peter Brunner a farsi carico di questa delicata incombenza. Per quanto riguarda i casi, si tratta per il 50% di brissinesi e per il 50% di persone residenti altrove, ricoverate però all'ospedale di Bressanone. L’età dei soggetti è compresa tra 20 e 50 anni.

"Dietro ogni trattamento sanitario obbligatorio c'è una storia, un dramma personale che si allarga alle famiglie - spiega Brunner - Un Tso non è quindi un semplice atto o obbligo amministrativo, ma un caso che colpisce umanamente, e il numero crescente di Tso è purtroppo anche lo specchio di una società in cambiamento, dove sempre più persone hanno difficoltà a gestire la loro vita”.

L'iter è semplice, anche se doloroso. Le famiglie con una persona con problemi psichici che rifiuti di farsi curare si rivolgono all'ospedale o al medico di base per una doppia perizia, medica e psichica, e parte la richiesta di Tso al sindaco. "I Tso vanno anche intesi come un impegno, come responsabilità della pubblica amministrazione a far sì che chi ha problemi riceva le giuste cure in strutture specializzate - continua Brunner - Anche se in un primo momento molte persone, sia uomini che donne, vengono curate contro la loro volontà, successivamente, nella maggior parte dei casi, sono proprio i malati a volere le cure. Per questo molte ordinanze vengono prolungate. Come sindaco, responsabile dei Tso, vengo informato di come vanno le cose e alla fine, quando le persone stanno meglio, sono felice per quanto fatto”.

I Tso da firmare non riguardano solo persone residenti a Bressanone: "Ci sono anche cittadini di altri Comuni ricoverati all'ospedale di Bressanone - conclude Brunner - Per questo la competenza è del sindaco e per questo motivo circa la metà dei Tso riguarda gente residente fuori Bressanone. Il mio compito è difficile, è una responsabilità, ma rientra nei miei doveri di sindaco”.

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