BOLZANO. Sono arrivate un centinaio di persone in piazza Casagrande ieri per chiedere più diritti per le donne. “Lotto Marzo” lo slogan dell’iniziativa nazionale che ha anche promosso lo sciopero dal lavoro. A Bolzano l’appuntamento era nel cuore di un quartiere popolare in una piazza dal forte significato simbolico. «In tutto saranno passate 150 persone - commenta Wally Rungger, tra le organizzatrici del movimento - ma quello che mi ha colpito di più sono state le ragazze giovani. Sono venute in tante per mettere l’accento su quello che ancora va conquistato. Si è parlato delle donne che hanno lottato per la nostra libertà, ma anche delle statistiche sull’aborto a Bolzano dove abbiamo il 92% dei medici obiettori».

Tra i temi della manifestazione anche il futuro dei centri anti-violenza: «Manca un piano nazionale contro la violenza che sostenga i centri è stato detto - ma che preveda anche investimenti sul piano della prevenzione e dell’assistenza alle vittime».

A macchia di leopardo, invece, l’adesione allo sciopero in Alto Adige. L’Unione dei Sindacati di Base ha comunicato il 50% di partecipazione nell’azienda di trasporto pubblico Sad. «In alcuni depositi - specifica il sindacalista Daniel Agostini - abbiamo toccato punte del 100%». Abbastanza contenuta, invece, la partecipazione nelle scuole provinciali. Secondo i dati trasmessi dall’intendenza provinciale, infatti, nessun dirigente scolastico ha scioperato mentre fra il personale docente hanno incrociato le braccia in 46. Una percentuale del 2,27% nella scuola italiana. L’intendenza tedesca, invece, ha registrato solo 8 adesioni.

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