BOLZANO. In occasione del nuovo anno scolastico, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Alto Adige Paula Maria Ladstätter augura a tutti gli scolari un buon inizio, e al personale insegnante forza e gioia nel compiere il suo lavoro. «Non esiste cosa più bella che accompagnare bambini e adolescenti nel loro percorso di crescita, ma non tutti i minori hanno le stesse chance di avere un’infanzia e un’adolescenza felice, come sperimenta quotidianamente la Garante: il 16% dei bambini altoatesini vive in una famiglia dove lo stipendio non basta per arrivare a fine mese, e questo ha delle conseguenze sull’apprendimento e sul benessere degli alunni. «I bambini che vivono in povertà sono più spesso vittime di mobbing» afferma la Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Una famiglia su sei, in Alto Adige, vive al margine o al di sotto della soglia di povertà: questo è quanto risulta dai dati pubblicati la scorsa primavera dall’Istituto Promozione Lavoratori e dall’Istituto per la ricerca sociale Apollis (dati 2015). Le cause della povertà sono molteplici: sottoccupazione, reddito troppo basso, troppi famigliari a carico, età, livello d’istruzione, sesso, background migratorio o tipologia di occupazione. L’Ufficio della Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha continuamente a che fare con famiglie colpite da povertà, la cui situazione finanziaria peggiora a inizio anno scolastico: il materiale scolastico e l’abbigliamento costano, e le conseguenti difficoltà economiche sono causa di liti in famiglia. “La povertà è un rischio per lo sviluppo infantile e ne limita il raggio d’azione in tutti gli ambiti” spiega Paula Maria Ladstätter: “Ciò avviene a partire dall’assistenza primaria, e passando per le competenze culturali di base va a incidere sullo stato di salute, ripercuotendosi anche sui pochi o difficili contatti sociali e influenzando le attività del tempo libero, limitandole. Non si tratta solamente di povertà materiale, ma anche di accesso limitato alle risorse pubbliche e di tensioni emotive”. Questa situazione è spesso causa di mobbing a scuola e attraverso i social media. Il mobbing è un abuso di potere sistematico e mirato contro singoli individui, che si protrae per un periodo di tempo prolungato. “I bambini lo vivono e assorbono in modo molto forte” afferma la Garante: “Ciò li influenza per tutta la vita”. La prevenzione della povertà deve essere affrontata con misure per rafforzare ogni singolo bambino e adolescente e le loro famiglie e creando condizioni generali sociali a misura di bambino. Ognuno ha il diritto fondamentale di potersi sviluppare al meglio. “Incoraggiare i bambini è un compito dell’intera società. Ogni singola persona, che sia genitore, amico, insegnante o assistente sociale deve riconoscere e farsi carico delle problematiche in essere e opporsi all’umiliazione causata dal mobbing”.