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BRUNICO. Ora finalmente Cherno Kindi Jallow sorride. Indossa la divisa arancione sopra la giacca e usa una paletta per svolgere il suo compito di accompagnatore degli alunni a Teodone. Ha ancora tanti sogni davanti e intanto si sente parte della comunità di Brunico. Sorride e ringrazia “Dio e tutti voi”, riferendosi “a chi mi ha aiutato, ai vigili urbani della città, ai miei amici e compagni”. Sorride perché ha un lavoro.
Cherno ha 26 anni. Era partito poco più di un anno fa, il 20 settembre 2015, dal suo Paese d'origine, il Gambia, sulla costa atlantica dell’Africa, secondo l’agenzia europea Frontex uno dei primi sei nell'elenco degli Stati da cui fuggono più numerosi quanti cercano un futuro in Europa. Per Cherno, prima ancora del clima di terrore diffuso dal presidente Yahya Jammeh, i “problemi sofferti con la mia famiglia” sono stati il motivo che l'ha spinto a partire. “Sono passato per la Libia – racconta un po' in inglese e un po' con l'italiano che sta imparando accanto al tedesco - Lì ho trascorso due giorni, prima di imbarcarmi. Ho attraversato il Mediterraneo e sono sbarcato ad Agrigento. Quindi, ho risalito l'Italia fino ad arrivare a Brunico il 18 aprile scorso”.
È stato accolto alla Casa San Giuseppe, che proprio a inizio ottobre ha celebrato il primo anno di ospitalità offerta ai richiedenti asilo (16 all'inizio, ora 36) grazie al lavoro di un team di collaboratori della Caritas e volontari sostenuti pure dal Comprensorio. E alla San Giuseppe Cherno ha stretto amicizia con chi condivide una storia di fuga e ricerca di una nuova casa e ha iniziato il suo cammino di integrazione nella realtà pusterese.
Tappa fondamentale, il lavoro. Caritas e Comunità comprensoriale Val Pusteria hanno offerto ai richiedenti asilo la possibilità di svolgere dei tirocini e Cherno ha iniziato ad accompagnare gli alunni di Teodone, in particolare garantendo la loro sicurezza all'altezza dell'attraversamento pedonale di via Hebenstreit. Fa il nonno vigile, anche se chiamarlo nonno con i suoi 26 anni suona per lo meno strano e forse è meglio usare l'espressione “accompagnatore degli alunni”. Ad aiutarlo addestrandolo nelle sue mansioni è il vigile urbano Albert Steinwandter.
“Per ogni presenza – riferisce il Comune di Brunico - Cherno riceve un compenso di 8 euro, che gli viene versato mensilmente. Inoltre è assicurato contro gli infortuni e per la responsabilità civile”. “Il servizio di nonno vigile e quindi la gestione dei pericoli del traffico - afferma il sindaco Roland Griessmair - è un compito che corrisponde pienamente alle finalità della Caritas e della Comunità comprensoriale”.
E Cherno ringrazia, e mette a fuoco i suoi sogni, “una famiglia e un lavoro definitivo, in Italia”, dice, precisando che i “sogni sono così, certe volte si realizzano e altre no”. I suoi sono sulla buona strada.
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