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BOLZANO. Il tribunale non c’è più, o quantomeno, non c’è più dove è sempre stato fin dal 1956. A tempi da record la Provincia, dopo il crollo del 16 luglio, ha trovato le nuove strutture per far ripartire l’attività giudiziaria a pieno regime.
Il tribunale e l’indotto
Tutto e tutti si sposteranno altrove: giudici, pubblici ministeri, avvocati, cancellieri e impiegati; un indotto di centinaia di persone che in piazza Tribunale prendevano il caffè, facevano colazione, pranzavano, compravano cose nei negozi del circondario o avevano bisogno di un ufficio o un appartamento per stare vicini al posto di lavoro. Tutto ciò si sposterà altrove. È questo il cambiamento con cui si dovranno confrontare le decine di attività commerciali della zona del tribunale crollato, quella compresa tra corso Italia e viale Duca d’Aosta.
I commercianti
L’incertezza è il sentimento che maggiormente si percepisce tra i titolari di bar, bistrot e ristoranti della zona. Verranno meno gli introiti dovuti ai buoni pasto di dipendenti e magistrati, alle colazioni o spuntini degli avvocati o anche ai festeggiamenti per le cause vinte. Servirà del tempo, però, per comprendere quanto realmente incidesse sul fatturato la vicinanza del tribunale. Le prime avvisaglie, però, già ci sono. «Giudici e dipendenti avevano il buono pasto dai 7 ai 14 euro, e molti lo usavano da noi» raccontano Xia Bingyou e Zhang Yili, coniugi di origini cinesi che da 21 anni gestiscono il bar Forum in corso Italia.
«Dal giorno del crollo nessuna di quelle persone è venuta a mangiare qui e questo ci preoccupa molto, perché su dieci nostri clienti, in media tre o quattro sono legati alle attività del tribunale». Sull’altro versante, in viale Duca d’Aosta, al Bar 442 si è in attesa di capire come evolverà la situazione. Al momento la clientela sembra essere soltanto cambiata, con poca speranza che possa reggere nei numeri.
«Prima giudici e avvocati, adesso principalmente persone che vengono a vedere il crollo», dice Santiago Vega titolare del bar, «Ci sarebbe stato comunque agosto con il calo fisiologico» ma a settembre le udienze e ogni attività si svolgeranno altrove. Su 10 clienti più della metà sono legati al tribunale – dice ancora Vega – Nessuno di loro sta venendo a pranzo o a fare colazione. Qui gli avvocati incontravano i loro clienti o venivano a festeggiare quando vincevano la causa. Adesso tutto questo finirà».
Tornando in corso Italia, anche al ristorante “Il Vascello” si sta con il fiato sospeso. «Siamo l’unico ristorante davanti al palazzo di giustizia – spiega il titolare Umar Naz – e sei clienti su dieci erano legati alle attività del tribunale. Qui accettavamo buoni pasto e già dai primi giorni dopo il crollo avevo capito che avrei subito perdite importanti».
Anche la piazza chiusa impedisce i momenti di socializzazione serale delle famiglie «alcune delle quali si fermavano a cena. Faccio appello alla Provincia affinché agevoli gli operai del cantiere a restare a pranzo in zona. Ho sette dipendenti da mantenere».
In piazza Adriano
Poco più giù, verso piazza Adriano c’era chi sperava, invece, che il tribunale potesse “avvicinarsi” alla propria attività portandone beneficio. «Da me viene poca gente dal tribunale, quasi nessuno. Si fermano tutti alle attività che sono più vicine al palazzo di giustizia. Dicevano che c’è la possibilità che qualche ufficio potesse essere trasferito qui in piazza Adriano. Se così fosse certamente tornerebbe utile alla mia attività», diceva Osman Firozehi, titolare del ristorante persiano Khatoon prima dell’annuncio di ieri pomeriggio. Al fianco, sempre in piazza Adriano, c’è Caffè Real di Walter Vallazza. «La vicinanza al tribunale non ha mai avuto un impatto importante sulla mia clientela ma certamente, anche se in minima parte influiva – dichiara Vallazza –. Cosa ben diversa sarebbe se aprissero una sede qui in piazza Adriano».
Le agenzie immobiliari
Il valore degli appartamenti e dei locali a uso ufficio in zona non sarebbe in pericolo. Lo sostengono le agenzie immobiliari della zona. «Più che l’effetto tribunale, preoccupa l’effetto dei nuovi cantieri sui parcheggi – fa sapere Annamaria Gaggiano dell’agenzia immobiliare Realpro – Nella vendita di immobili il posteggio dell’auto fa la differenza e qui non ce ne sono. Si sperava nel parcheggio in piazza Tribunale ma, sfumata l’ipotesi, temo anche per cosa accadrà quando chiuderà piazza della Vittoria e in molti verranno a cercare parcheggio in questa zona, aggravando la situazione. Per il resto, tribunale o no, questa resta una zona bella e centrale e il valore degli immobili reggerà». La presenza o l’assenza del tribunale, non farebbe la differenza nemmeno per gli uffici da adibire a studi legali. La tecnologia ha ridimensionato la necessità per gli avvocati di avere lo studio in «contatto diretto con il tribunale. Per questo non temiamo un calo di valore degli uffici, sia per locazione che per vendita», ragiona Carlo Perseghin presidente sezione Alto Adige della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip). «Il costo per l’affitto varia dai 10 ai 15 euro al metro quadrato al mese, ma dipende dalle dimensioni del locale. Al di là di questo, il punto fermo che mantiene tutto inalterato è che il tribunale tornerà qui».


