BOLZANO. Il governo vuole introdurre anche nelle società pubbliche la rotazione obbligatoria per i dirigenti. Questa misura è già stata prevista per la pubblica amministrazione nel decreto anticorruzione del 2012. In Provincia invece i dirigenti sono ancora inamovibili. Non è prevista alcuna rotazione obbligatoria nemmeno nel disegno di legge sul personale provinciale, che torna oggi in discussione in commissione legislativa provinciale.

L’assessora al personale Waltraud Deeg annuncia due cose. La prima che la Provincia intende introdurre la rotazione dei dirigenti. La seconda che da oltre un anno un gruppo di lavoro sta elaborando un testo su questo e altri punti.

La norma nazionale. È di lunedì la notizia su Repubblica della direttiva elaborata dal ministero dell’Economia e dall’Authority anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone. Tra le misure previste per contrastare la corruzione c’è la rotazione dei dirigenti delle società pubbliche. Il tema della rotazione di direttori di ufficio e direttori di ripartizione è un cavallo di battaglia di Michele Buonerba (segretario aggiunto della Cisl): «La Provincia non ha ancora alcuna misura per i dirigenti della amministrazione, ma avrebbe già dovuto recepire il decreto anticorruzione del 2012, su questo non ho alcun dubbio. Oltre che dovuto dal punto di vista giuridico, è assolutamente doveroso dal punto di vista della buona amministrazione eliminare la stortura di avere dirigenti che coprono per decenni il medesimo incarico». A livello nazionale si è visto che il potere enorme di alcuni super dirigenti può sfociare in corruzione e spreco di denaro pubblico.

Il sindacato. Così Buonerba: «È evidente che rivestire per troppi anni ruoli di potere in uffici che decidono appalti o assegnazione di contributi può creare una familiarità inopportuna, diciamo così, tra dirigenti e beneficiari. Riporto un solo esempio: alcuni anni fa mi accorsi che l’Istituto di promozione del lavoro pagava per la sede un affitto doppio rispetto al prezzo di mercato. Ne chiesi ragione all’allora direttore della ripartizione responsabile. Venni invitato a “lasciar perdere”. Presentai un esposto alla Corte dei Conti. Venne archiviato perché l’ufficio traslocò. Possiamo pensare che fosse un caso isolato?». La Provincia è impegnata ora in un lavoro di revisione dei propri contratti di affitto.

La Provincia. Waltraud Deeg inquadra così la situazione: «La rotazione dei dirigenti verrà introdotta. Nel 2012 abbiamo introdotto il principio della mobilità all’interno della legge 10 del 1992, dandoci la base giuridica. Serve però una norma di attuazione, su cui un gruppo di lavoro sta lavorando da oltre un anno, perché dobbiamo valutare come gestire la rotazione obbligatoria in presenza di direttori di ripartizione che sono ingegneri o architetti. La misura entrerà nella riforma complessiva della amministrazione. Credo che servirà un anno».

Le donne dirigenti. Dirigenti provinciali inamovibili e in larga maggioranza uomini. La segnalazione-protesta arriva dalla consigliera provinciale Brigitte Foppa (Verdi) con i colleghi Heiss e Dello Sbarba. Citando i dati della risposta a una interrogazione, Brigitte Foppa fa sapere che «il personale provinciale è composto per il 61,3% da donne, ma le donne occupano solo il 27,3% degli incarichi dirigenziali nei dipartimenti, il 22,2% degli incarichi dirigenziali nelle ripartizioni e il 31,3% degli incarichi dirigenziali negli uffici. Ancora peggiore è la situazione a livello dirigenziale delle società in cui la Provincia di Bolzano è socia di maggioranza: qui ci sono ben 11 uomini a fronte di 2 sole donne, l’85% contro il 15%. La nuova Giunta non ha cambiato molto in questo senso: tutti i posti importanti e di potere restano saldamente in mani maschili. La cosa non è certamente legata al fatto che le donne lavorino peggio. Dalla stessa interrogazione veniamo a sapere che per le indennità di coordinamento, quelle d’istituto e per i premi di produttività le donne si distinguono nettamente». (fr.g.)

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