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BOLZANO. Avviato il cantiere da 14 milioni di euro per realizzare le due ultime gallerie della val d’Ega. Per mettere in sicurezza la Grande Strada delle Dolomiti verrà sacrificata la cosiddetta Opera 2 dello sbarramento Val d’Ega, ossia uno dei bunker del Vallo Alpino del Littorio realizzati a fine anni Trenta per volontà di Mussolini, allo scopo di contrastare eventuali avanzate «nemiche» da Nord.Il bunker. È forse l’unico del genere in Alto Adige e ancora oggi dispone di una enorme camerata per la truppa integralmente rivestita con pannelli di sughero, incollati alla parete di calcestruzzo tramite catrame. Il tutto a scopo di isolazione. Il bunker, scavato in caverna ma mai terminato, era stato progettato per ospitare un lanciafiamme, una mitragliatrice e tre fucili mitragliatori. Non è sotto tutela e, dal 1998, è passato di proprietà dal Demanio dello Stato alla Provincia.
Il cantiere. I lavori per realizzare l’ultimo lotto di messa in sicurezza della val d’Ega sono stati affidati dalla Provincia ad una associazione temporanea di imprese locali costituita da Pac, Gregorbau, Goller Bögl e Gasser. Il cantiere è stato avviato nei giorni scorsi e non terminerà prima della fine del 2017. Il primo tratto della gola rocciosa si supera già oggi percorrendo due lunghi tunnel, il secondo tratto in futuro si eviterà grazie a due nuove gallerie e a due ponti sospesi. Il progetto era già stato approvato nel 2012, ma mancavano i soldi.
Il nuovo tracciato. Si sviluppa per una lunghezza di circa 800 metri e ha inizio dal portale della galleria artificiale detta Tschungg, supera il rio Ega con un ponte di 23,50 metri di luce e si sviluppa in galleria per una lunghezza di 371,50 metri. Percorsa la nuova galleria, il tracciato si svilupperà per un tratto all’aperto di circa 40 metri, superando poi l’attuale sede della SS 241 e il rio Ega con un ulteriore ponte di 25,25 metri di luce, per rientrare nuovamente in galleria per ulteriori 260,50 metri. Alla fine della galleria, il tracciato si svilupperà di nuovo all’aperto, per ricongiungersi alla sede dell’attuale SS 241 in corrispondenza del Km 3+650.
Le due nuove gallerie. Denominate Contrada 1 e 2, verranno realizzate con normale avanzamento in roccia: sparo di mine e rivestimento in calcestruzzo. In corrispondenza dei portali delle gallerie è stata prevista l’installazione di barriere paramassi di tipo elastico alte 4,50 metri. I due nuovi tunnel non possono essere considerati come opere isolate ma, per la contiguità con le altre due gallerie già oggi esistenti (la Cardano e la Campegno), devono ritenersi parte di una catena di gallerie. Le dotazioni di sicurezza dovranno quindi essere quelle della classe A, ossia di livello massimo. L’illuminazione sarà a led; in più è prevista una fascia chiara, di altezza minima tre metri, sulle pareti laterali. È previsto inoltre un impianto di ventilazione automatico interfacciato con quello dei due tunnel precedenti. In prossimità dei portali delle nuove gallerie ci saranno due aree di soccorso di superficie rispettivamente pari a 550 e 150 metri quadrati. Circa novecento metri più a monte della galleria Contrada 2 verrà realizzata un’area di raccolta d’emergenza, di superficie pari a ottocento metri quadri. Verrà a trovarsi al di sopra del materiale di scavo depositato definitivamente in zona Cascata, sarà collegata direttamente con la SS 241 e ospiterà anche il locale per la supervisione degli impianti di sicurezza.
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