BOLZANO. «Il guasto all’inceneritore c’è stato e dalla relazione che ho esaminato sommariamente ieri la responsabilità dovrebbe essere di una sola persona. Se così fosse siamo pronti a fare denuncia per tutelarci»: il governatore altoatesino Luis Durnwalder ieri mattina ha sgombrato il campo da possibili equivoci e ha ammesso che in futuro incidenti di questo tipo non dovranno più accadere. Ricordiamo che, per quanto attiene il monossido di carbonio, ad esempio sono stati toccati picchi 40 volte superiori rispetto ai limiti consentiti. Per le diossine bisognerà attendere invece l’esame da parte di Eco Research (l’esito è atteso entro venerdì), posto che il campionatore di cui è dotato l’impianto fosse stato attivato (funziona a settimane alterne).

L’Ati ha ammesso l’errore. Ieri mattina c’è stato l’atteso vertice tra l’Associazione di imprese che in questo periodo di prova si sta occupando della gestione dell’impianto, i dirigenti dell’ufficio aria e rumore, i dirigenti dell’ufficio rifiuti e la direzione dei lavori. «I vertici dell’Ati - spiega un dirigente presente all’incontro - hanno ammesso di aver gestito male l’intera vicenda e, da parte nostra, abbiamo sottolineato come un comportamento di questo tipo non possa più essere tollerato».

Contestata, in particolare, la decisione di non spegnere subito l’impianto a seguito del guasto (l’autorizzazione prevede 4 ore di tempo) ma di lasciarlo in attività per una trentina di ore. «Le prime comunicazioni che ci sono state fatte - prosegue il dirigente provinciale - erano troppo stringate e non ci hanno consentito di capire cosa stava realmente accadendo. In futuro l’informazione dovrà essere tempestiva, puntuale e trasparente. In sostanza è stato ammesso l’errore nella valutazione dell’emergenza».

I prelievi di suolo. Come anticipato nei giorni scorsi dall’ufficio rifiuti a breve saranno fatti dei prelievi di suolo per verificare l’eventuale presenza di diossina o di altre sostanze pericolose. «Ma lo faremo d’intesa con i Comuni di Bolzano e Laives nei punti di massima ricaduta». L’intento è quello di cercare di tranquillizzare la popolazione, soprattutto a Casanova.

L’impianto è in funzione. Risolto il guasto al ventilatore di coda l’inceneritore è stato riacceso e l’Ati si occuperà della gestione almeno fino alla fine di febbraio. Poi subentrerà Eco Center. Sulla questione è intervenuto anche l’eurodeputato Andrea Zanoni: ««Sono necessari monitoraggi del terreno investito dalla nube tossica. Qualcuno deve spiegare e rispondere del ritardo nella gestione dell’accaduto. Stiamo parlando della salute pubblica e le omissioni e i silenzi non sono giustificabili e sono da codice penale».

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