BOLZANO. C’è forte preoccupazione in città per lo scoppio-incendio verificatosi l’altro giorno al nuovo termovalorizzatore; le rassicurazioni dell’assessore provinciale Theiner sono state ben accolte, ma non basta. Per questo motivo, su sollecitazione degli assessori all’ambiente Patrizia Trincanato e ai lavori pubblici Luigi Gallo, Stefano Fattor, il presidente di Ecocenter, la società di gestione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti, è stato convocato dalla giunta comunale per le necessarie delucidazioni. Dovrà spiegare cosa sia accaduto, perché, quali contromisure si prenderanno per evitare che risucceda.

Il presidente, sollecitato da un scambio di e-mail con gli assessori comunali, ieri ha comunicato al sindaco la sua assoluta disponibilità a relazionare in giunta sullo status quo di un nuovo impianto che fino ad ora ha dato fin troppo filo da torcere, prima all’associazione temporanea di imprese che l’anno costruito e dopo gestito, poi all’Ecocenter. L’impianto, nel frattempo, rimane chiuso per le manutenzioni del caso e non riaprirà prima di metà/fine settimana prossima.

«Sono più che disponibile a dare tutti i lumi possibili. Posso però già da subito rassicurare gli assessori, i quali hanno richiesto di sapere quali siano i pericoli dovuti alla possibile presenza di rifiuti radioattivi. Se è pressoché impossibile, da un punto di vista tecnico, azzerare i rischi da materiali pericolosi tipo gli esplosivi, per quanto riguarda i rifiuti radioattivi possiamo stare davvero tranquilli. All’ingresso dei camion nell’impianto di termovalorizzazione è infatti installato, ed è in funzione sempre, un rilevatore di radioattività. Quindi, una eventuale presenza di rifiuti radioattivi verrebbe subito evidenziata, permettendo di intervenire in tempo». Tutt’altro discorso riguarda gli esplosivi e simili. «Se per assurdo un bolzanino gettasse un candelotto di dinamite o altro esplosivo in un sacchetto, sarebbe tecnicamente impossibile rinvenirlo».

I rifiuti che finiscono all’inceneritore sono infatti estremamente eterogenei, contengono centinaia e centinaia di materiali differenti. «Se smaltissimo soltanto metalli, sarebbe tutto più semplice: basterebbe usare una calamita per escludere il resto». Con il residuo, non si può. Semplificando per capirsi: se si controllasse tutto, i costi sarebbero enormi, il tutto durerebbe troppo tempo e la “produzione” si fermerebbe.©RIPRODUZIONE RISERVATA