BOLZANO. Maria Teresa Tomada è stata sentita ieri per tre ore assieme ad un paio di altri consiglieri, in quanto membro della commissione urbanistica, nell’ambito dell’inchiesta sull’area Mair-Defranceschi di proprietà dell’imprenditore Antonio Dalle Nogare. I Ros, nei giorni scorsi, avevano sentito i primi sei consiglieri comunali, tra questi Alberto Filippi (Cinque stelle) autore dell’esposto da cui è partita l’inchiesta; altri, tra i quali Guido Margheri, sono convocati per la prossima settimana. I carabinieri stanno mettendo insieme i tasselli di una vicenda complicata.
Nell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Bramante, sono coinvolte tre persone: gli imprenditori Angelo e Antonio Dalle Nogare, indagati per istigazione alla corruzione, in quanto secondo l’ipotesi accusatoria potrebbero aver offerto denaro a qualche consigliere, perché approvasse la delibera che dava parere favorevole alla trasformazione dell’area da verde in edificabile. Presupposto questo, assieme al successivo via libera della commissione urbanistica provinciale, perché l’area potesse partecipare al bando indetto dall’Ipes per la realizzazione di 100 alloggi. Un’operazione da 25 milioni naufragata pochi giorni fa dopo il no dell’Ipes.
Nell’inchiesta è coinvolta anche Katia Tenti, capo dipartimento dell’assessorato all’edilizia sociale provinciale, indagata per abuso in atti d'ufficio. La testimonianza di Maria Teresa Tomada, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, è servita a ricostruire l’iter della pratica: bocciata in commissione, approvata in consiglio. Partendo dal 2011 quando, sempre per partecipare ad un bando Ipes, il terreno Mair-Defranceschi arrivò in commissione urbanistica per la variante, ma in quel caso non si arrivò mai ad un pronunciamento del consiglio comunale. C’era stato invece il parere negativo della commissione urbanistica provinciale.
Alla fine del 2013 i Dalle Nogare tornano alla carica: c’è un nuovo bando Ipes, per partecipare però serve il parere favorevole alla trasformazione del terreno. «La commissione urbanistica comunale - ricorda Tomada - ha dato parere negativo. Poi l’approvazione in consiglio, cosa che succede rarissimamente». Tra coloro che si astennerò in commissione (l’astensione ha il valore del voto negativo) anche Tomada e Fernando Pontecorvo di Fratelli d’Italia. Prima della seduta in consiglio comunale del 12 dicembre, Antonio Dalle Nogare contattò alcuni consiglieri per convincerli a votare a favore della trasformazione. L’imprenditore però ha sempre negato di aver offerto denaro e lo stesso avrebbero fatto i consiglieri contattati.
Tra questi Pontecorvo: «L’incontro nel mio ufficio durò 10 minuti: l’imprenditore mi illustrò il progetto che mi sembrò buono in quanto dava l’opportunità a tante persone di avere finalmente la casa. Per questo votai a favore in consiglio. In commissione mi ero astenuto per consentire il dibattito in aula». Quella sera al momento del voto Fratelli d’Italia si spaccò e ci fu una vivace discussione tra Tomada, che si astenne, e Pontecorvo che votò a favore, così come Massimo Berloffa. Qualche sospetto che ci fosse qualcosa di poco chiaro? «Assolutamente no - dice Tomada -. Mi astenni come avevo fatto in commissione per una ragione di tipo sociale: non condividevo il fatto che tutte le case popolari venissero concentrate oltre via Resia».
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