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BOLZANO. Con 38 voti a favore, un contrario e 10 astenuti, il consiglio regionale ha approvato ieri il disegno di legge presentato dall’ufficio di presidenza che consente ai consiglieri di rinunciare a una parte o all’intero importo della loro indennità mensile (che ammonta a 9.800 euro lordi, 5.435 euro netti). L’importo sarà trattenuto dalla Regione, mentre fino ad oggi i consiglieri potevano comunque restituire, con un bonifico alla tesoreria, una parte dell’indennità. Ma se la possibilità ora c’è, frutto di una legge partita da un ordine del giorno presentato un anno e mezzo fa dai consiglieri altoatesini Pöder e Artioli, lo scenario più realistico è che la legge non serva a nessuno visto che ad oggi non risultano consiglieri desiderosi di rinunciare a una parte della retribuzione. In aula Pöder si è detto a favore della legge ma «convinto che l’indennità percepita dai consiglieri sia adeguata al lavoro che si fa». «Questo ddl servirà a smascherare gli ipocriti: chi pensa di non valere quanto percepito potrà rinunciare, senza versare questi soldi ad una associazione». Nel dibattito in consiglio ieri è intervenuto anche il governatore Arno Kompatscher: «Ciascuno può rinunciare, fare donazioni - ha detto - questo è nella coscienza di ognuno. Ma si deve smettere di dare il messaggio demagogico che la politica non ha un costo e non vale nulla. Così diminuisce la credibilità della politica e non potremo lamentarci alla fine se la società non ha più rispetto della politica».
Intanto, il consiglio regionale, così come la giunta, non si costituirà parte civile nel procedimento penale sui vitalizi in corso al Tribunale di Bolzano, che vede imputati l'ex presidente del consiglio regionale Rosa Thaler Zelger, l'ex presidente di Pensplan Gottfried Tappeiner e il suo direttore generale, settore Invest, Florian Schwiembacher. I primi due sono accusati di truffa aggravata, abuso d'ufficio e turbativa di gara d'appalto, Schwienbacher solo di turbativa. La decisione è arrivata ieri sera dall’Ufficio di presidenza: «Abbiamo piena fiducia nell’operato della giustizia e della Corte dei Conti, con la quale abbiamo intrapreso una buona e proficua collaborazione».
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