BOLZANO. Vaccinazioni, mai come in questo periodo storico la questione è dibattuta tra vaccinisti ed accaniti antivaccinisti, guelfi e ghibellini della sanità.

Il direttore dell’Asl - Thomas Schael - visibilmente raffreddato «colpa del Freccia Argento Bolzano Roma che sembrava un frigorifero» entra nel dibattito e invita la popolazione a farsi vaccinare contro l’influenza che quest’anno si annuncia particolarmente aggressiva. Poi spiega che vaccinarsi - in generale - ha a che fare con la responsabilità sociale e lancia un appello all’Ordine dei medici: «Chiedo che ci sostenga. Nel resto d’Italia due professionisti della sanità che lavoravano contro le vaccinazioni sono stati sospesi, vorrei che l’allerta restasse alta anche in Alto Adige». Perchè certa “obiezione” - secondo l’Asl - non fa bene alla salute. Ed è da qui che l’Azienda parte per spiegarci che da lunedì (siamo tra i primi d’Italia) - fino al 16 dicembre - sarà possibile vaccinarsi o nei Distretti o presso gli ambulatori dei medici di famiglia: la prestazione è gratuita per i bambini, gli over 65, per chi è affetto da tumore o malattie croniche a carico del cuore, dei polmoni, dei reni o del metabolismo (diabete) ecc. Tutte persone a grave rischio per le complicazioni che potrebbero scaturire da una semplice influenza. Per tutti gli altri il costo del vaccino non supera mai i 10 euro.

Il fenomeno dell’influenza - racconta Martin Fischer del Servizio Igiene - l’anno scorso ha messo a letto 40 mila altoatesini - 54 sono finiti in ospedale per complicazioni - mentre la copertura vaccinale segna un incremento rispetto all’anno precedente «siamo passati dal 36,6% al 37,2%», segno che gli appelli stanno funzionando anche se sembrano più sensibili alla questione gli under 65.

E quest’anno l’influenza si annuncia molto aggressiva.

Ma perchè? Cos'è successo? Mentre nella passata stagione era stata relativamente lieve e solo l'8% della popolazione aveva contratto l'infezione, quest'anno si prevede che saranno circa 7 milioni gli italiani a letto: 2 milioni in più rispetto all'anno precedente.

Ricordiamo - infatti - che i due virus A/Hong Kong e B/Brisbane hanno subito mutazioni rispetto ai ceppi che circolavano l'anno scorso e l'immunità nei loro confronti è piuttosto bassa.

Dagmar Regele, direttrice del Dipartimento di Prevenzione ci ricorda che tutti noi continuiamo a sottovalutarla «ma ricordatevi che un’influenza non è un semplice raffreddore e che il picco dell’epidemia si manifesta nel mese di gennaio. L’infezione si trasmette attraverso l’inalazione di particelle, nelle quali è presente il virus, che si disperdono nell’aria nel momento in cui un malato tossisce o starnutisce. Quindi non è semplice evitare il contagio. Per questo motivo occorre proteggersi stimolando il sistema immunitario a produrre anticorpi in anticipo rispetto alla stagione influenzale: questo è possibile grazie alla vaccinazione». La dottoressa estende l’invito anche alle persone che hanno spesso a che fare con gli anziani, i neonati ed i bambini piccoli o che sono in contatto con pazienti già affetti da malattie croniche «è meglio che prendano precauzioni speciali e che si facciano vaccinare». E il direttore Schael ricorda che anche il personale dell’Asl si deve vaccinare. «Abbiamo inviato una e-mail ai dipendenti. È molto importante per noi che anche il personale sanitario sia vaccinato. Per indagare perché l'adesione del personale alla campagna rimane particolarmente bassa (10%), abbiamo accolto volentieri la proposta del Dipartimento di Prevenzione di partecipare a un'indagine sulla vaccinazione».