BOLZANO. Il testo, concordato con i tecnici municipali, è stato definito. Il consorzio dei privati e le cooperative hanno già sottoscritto, manca soltanto il passaggio formale in giunta comunale, che si avrà nella seduta di domani o, al più tardi, in quella di giovedì prossimo. Stiamo parlando della convenzione tra privati cooperative e Comune per le opere di urbanizzazione primaria del nuovo rione di Druso Est o Prati di Gries che dir si voglia, in fondo a viale Druso. Lavori per 3,5 milioni di euro, cui vanno a sommarsene altri 2 di esclusiva competenza dei privati.

Un atto formale atteso da almeno due se non addirittura da tre anni. Con i privati al limite massimo di sopportazione. Assegnatari già tutti stabiliti. Progetti degli edifici (tutti e quattordici con piano terra più dieci piani, altezza complessiva 34 metri) già tutti approvati. Tutti quanti pronti a iniziare i lavori. Epperò mancava questa benedetta convenzione, con la quale i privati e le coop si impegnano a realizzare le infrastrutture primarie al posto del pubblico.

Il Comune - spiegano gli insider del consorzio Zer, che raccoglie i costruttori privati - è in forte ritardo. E a rincarare la dose ci si sono messe le cooperative, con la lotta intestina per le assegnazioni dei vari lotti. Una situazione forse tollerabile in passato, quando i ritardi nell’iter costruttivo venivano compensati dall’inflazione: i prezzi salivano e così i costruttori rientravano, ossia non ci perdevano. Oggi, a inflazione zero, la situazione è vissuta dai costruttori come drammatica. Anche perché, sul mercato, gli immobili di Druso Est vanno decisamente bene. Piacciono, interessano, una volta approvati i progetti in Comune si stanno già da tempo vendendo sulla carta e gli acquirenti, giustamente, hanno fretta.

Ora le cose si sono sbloccate. Merito del commissario Penta? In effetti, nei giorni scorsi il prefetto ha approvato l’ultima variante, la seconda, al piano di attuazione della zona residenziale Prati di Gries, che ridefinisce in dettaglio superfici, volumi, spazi, verde. Ma pare che a sbloccare davvero tutto sia stato soprattutto altro. «È servita di più qualche sollecitazione legale», dicono i costruttori.

Una volta approvata la convenzione, ora si potrà partire. I lottizzanti realizzeranno le infrastrutture primarie pagandole in base ai millesimi. I privati pagheranno il loro, le coop verranno aiutate come edilizia agevolata grazie a finanziamenti provinciali a fondo perduto. Trattandosi di infrastrutture pubbliche, si dovranno esperire le gare. I bandi sono già predisposti. Scelti i vincitori delle gare, si spera di partire con i lavori per fine estate, certamente entro l’anno. Alle infrastrutture primarie si lavorerà in contemporanea con la costruzione degli edifici. Per terminare il tutto si stima occorreranno 4 anni.

Si realizzerà ovviamente tutta la rete delle infrastrutture meccaniche: fognature, reti idriche, elettriche, teleriscaldamento. Poi si allargherà l’attuale ciclabile verso l’ospedale, che diverrà uno stradone pedo-ciclabile. Si realizzerà un tracciato trasversale all’intero nuovo rione, parallelo a viale Druso, che raccorderà tutti i lotti. All’incrocio fra le due arterie si realizzerà una piazza pedonale con fermata di bus e metrobus da e per l’Oltradige. Tutto sarà pavimentato in porfido. Le rampe in discesa per le auto - tutto viaggerà sotto terra - saranno all’inizio del rione (poco dopo la caserma della Protezione civile) e alla fine (case delle infermiere).

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