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Oggi in Alto Adige riapre la scuola e scoppia la polemica sui costi di quella italiana. Eva Klotz, consigliere di Süd-Tiroler Freiheit, ha presentato un’interrogazione in cui mette a confronto il costo della scuola di lingua italiana con quella di lingua tedesca: circa 700 euro a studente la prima, quasi la metà (400) la seconda. Conclusione: eccessiva e ingiustificata la differenza secondo l’esponente della destra tedesca.
«Oggi - annuncia il presidente Luis Durnwalder - voglio affrontare la questione in giunta: è vero che la scuola italiana costa di più ma questo è legato innanzitutto ai numeri che sono più piccoli e comunque la differenza non è così forte. In ogni caso, siccome il discorso spese ritorna periodicamente, chiederò all’assessore Tommasini una relazione in cui si possa fare un raffronto serio».
L’assessore replica così alla Klotz: «Quelle cifre sono opinabili: i maggiori costi sono giustificati anche da ragioni storiche. Abbiamo più ore di lezione e più tempo pieno oltre al fatto che abbiamo più stranieri». Questa mattina saranno 20.854 gli alunni che entreranno nella scuola italiana, il 2,8% in più rispetto al 2010. Nel dettaglio 3.681 sono gli iscritti alla scuola dell’infanzia, 6.196 alle primarie, 3.891 alle medie e 5.471 alle superiori. Nei licei e negli istituti tecnici si registra un notevole incremento del 5,19% degli iscritti, mentre le scuole di formazione professionale accoglieranno 1.210 studenti corsisti e 405 apprendisti. Passando ai docenti, invece, il totale di insegnanti all’asilo sarà di 498 unità, mentre 272 siederanno dietro ad una cattedra della formazione professionale. Mutata anche la pianta organica fissa formata dagli insegnanti di ruolo che sono 691 alla primaria, 413 alle medie e 525 alle superiori. Le nomine in ruolo, invece, sono state 119, cui vanno aggiunte le 28 alla formazione professionale a fronte di 118 pensionamenti di cui 3 alla formazione professionale.
La novità più importante del nuovo anno scolastico è l’entrata in vigore della riforma Gelmini alle superiori che nel resto d’Italia è scattata già nel 2010. I cambiamenti interesseranno solo una parte (circa un migliaio) dei 5.471 studenti di licei e istituti tecnici: la riforma riguarda infatti i nuovi iscritti, gli altri completeranno il percorso scolastico secondo i vecchi standard. Tra le novità della riforma, che ha subìto comunque qualche ritocco in salsa altoatesina, c’è la creazione dal biennio unitario per tutte le scuole.
Per quanto riguarda l’aspetto linguistico c’è la volontà politica di proseguire con il programma di potenziamento del tedesco che sarà ampliato alle scuole primarie Don Bosco di Bolzano, Bressanone e Bronzolo.
Intanto alle medie «Foscolo» approda per la prima volta la sezione bilingue, naturale prosecuzione del percorso cominciato a suo tempo alla primaria «Manzoni».
«Per quanto riguarda le superiori - assicura l’assessore Tommasini - l’indicazione che ho dato al corpo docenti è chiara: favorire al massimo gli scambi tra scuole. È sicuramente il modo migliore per conoscere l’altra lingua e l’altro gruppo».
«Oggi - annuncia il presidente Luis Durnwalder - voglio affrontare la questione in giunta: è vero che la scuola italiana costa di più ma questo è legato innanzitutto ai numeri che sono più piccoli e comunque la differenza non è così forte. In ogni caso, siccome il discorso spese ritorna periodicamente, chiederò all’assessore Tommasini una relazione in cui si possa fare un raffronto serio».
L’assessore replica così alla Klotz: «Quelle cifre sono opinabili: i maggiori costi sono giustificati anche da ragioni storiche. Abbiamo più ore di lezione e più tempo pieno oltre al fatto che abbiamo più stranieri». Questa mattina saranno 20.854 gli alunni che entreranno nella scuola italiana, il 2,8% in più rispetto al 2010. Nel dettaglio 3.681 sono gli iscritti alla scuola dell’infanzia, 6.196 alle primarie, 3.891 alle medie e 5.471 alle superiori. Nei licei e negli istituti tecnici si registra un notevole incremento del 5,19% degli iscritti, mentre le scuole di formazione professionale accoglieranno 1.210 studenti corsisti e 405 apprendisti. Passando ai docenti, invece, il totale di insegnanti all’asilo sarà di 498 unità, mentre 272 siederanno dietro ad una cattedra della formazione professionale. Mutata anche la pianta organica fissa formata dagli insegnanti di ruolo che sono 691 alla primaria, 413 alle medie e 525 alle superiori. Le nomine in ruolo, invece, sono state 119, cui vanno aggiunte le 28 alla formazione professionale a fronte di 118 pensionamenti di cui 3 alla formazione professionale.
La novità più importante del nuovo anno scolastico è l’entrata in vigore della riforma Gelmini alle superiori che nel resto d’Italia è scattata già nel 2010. I cambiamenti interesseranno solo una parte (circa un migliaio) dei 5.471 studenti di licei e istituti tecnici: la riforma riguarda infatti i nuovi iscritti, gli altri completeranno il percorso scolastico secondo i vecchi standard. Tra le novità della riforma, che ha subìto comunque qualche ritocco in salsa altoatesina, c’è la creazione dal biennio unitario per tutte le scuole.
Per quanto riguarda l’aspetto linguistico c’è la volontà politica di proseguire con il programma di potenziamento del tedesco che sarà ampliato alle scuole primarie Don Bosco di Bolzano, Bressanone e Bronzolo.
Intanto alle medie «Foscolo» approda per la prima volta la sezione bilingue, naturale prosecuzione del percorso cominciato a suo tempo alla primaria «Manzoni».
«Per quanto riguarda le superiori - assicura l’assessore Tommasini - l’indicazione che ho dato al corpo docenti è chiara: favorire al massimo gli scambi tra scuole. È sicuramente il modo migliore per conoscere l’altra lingua e l’altro gruppo».


