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GARMISCH PARTENKIRCHEN. ''Sono più emozionato adesso di quando ero alla partenza, è bellissimo''. Christof Innerhofer è raggiante dopo aver vinto il Supergigante iridato. ''Oggi sono riuscito a far vedere quello che valgo e che posso andare veloce - ha detto l'azzurro -. Sono partito bene e mi sono detto 'devi mollare a tutta'. Se va va, altrimenti pazienza, questa è una gara che arriva ogni due anni'. Poi ho tremato sino alla fine perché dopo di me partivano tanti altri grandi campioni''.
Ieri pomeriggio una parte della hall dell'albergo di Grainau, paesino vicino a Garmisch-Partenkirchen, dove alloggia la squadra azzurra, era occupata dalle cyclette per l'allenamento. Su una pedalava Christof Innerhofer e sulle altre un gruppo di ragazze della nazionale. Lui, Innner, era il padrone della scena: allegro e pieno di battute, le ragazze a pendere dalle sue parole, dal suo sorriso e dai suoi sguardi.
Sì perché il neocampione mondiale di supergigante non è solo un grande atleta ma anche un idolo per le ragazze. Merito del suo fisico statuario - 1,87 di altezza per quasi 100 kili di muscoli - ma anche del suo carattere estroverso ed insieme gentile.
Due anni fa, ai Mondiali di Val d'Isere, Innerhofer sfiorò la medaglia di bronzo per cinque centesimi di secondo: una rabbia perché anche allora aveva fatto una grande gara. Ma oggi la sua discesa è stata perfetta e nessuno ha fatto meglio di lui. ''Ho tremato sino in fondo perché dopo di me partivano tanti altri grandi campioni'', ha detto l'azzurro a fine gara, emozionato ed insieme felice, quasi incredulo.
In effetti, da Walchhofer a Cuche, da Janka a Raich sino a Svindal - lo stesso che in val d'Isere gli soffiò la medaglia - erano tanti oggi i potenziali rivali di Inner che doveva scendere in pista dopo di lui. Invece niente: la sua marcia è stata perfetta, velocissima e ultraprecisa e nessuno è riuscito a far meglio. ''Sono venuto giù a canna - ha detto usando un termine molto altoatesino - e tutto mi è riuscito bene''.
Due anni fa, comunque, quel podio sfiorato non gli impedì di tessere una relazione con la bionda campionessa elvetica Lara Gut. Adesso Inner ha forse una fidanzata ma il suo nome ancora non compare nel sito internet del campione che sulla questione è un po' vago. Buon per lui: ha davanti ancora una grande carriera che riparte sabato dalla discesa mondiale in cui ha grandissime chance.
In questa stagione Innerhofer è stato l'unico velocista azzurro a salire sul podio, terzo a Bormio sulla terribile pista Stelvio che poco ha da invidiare alla Kandahar di Garmisch. Proprio a Bormio Innerhofer ha anche ottenuto, a fine dicembre 2008, il suo sinora unico successo in Cdm: mai nessun italiano, neppure il leggendario Kristian Ghedina, era riuscito a tanto su una pista così difficile.
Nel suo palmares ci sono altri due terzi posti in Cdm, uno anche in supercombinata, disciplina in cui può crescere tecnicamente se solo migliora un po' in slalom speciale. In carriera Innerhofer - grande passione per la bici, il trekking ed il nuoto - non ha mai sofferto guai fisici significativi, salvo un dolore alla schiena che ogni tanto riemerge (la scorsa primavera fu operato di ernia). E' dunque un atleta integro, con grandissime potenzialità.
Ieri pomeriggio una parte della hall dell'albergo di Grainau, paesino vicino a Garmisch-Partenkirchen, dove alloggia la squadra azzurra, era occupata dalle cyclette per l'allenamento. Su una pedalava Christof Innerhofer e sulle altre un gruppo di ragazze della nazionale. Lui, Innner, era il padrone della scena: allegro e pieno di battute, le ragazze a pendere dalle sue parole, dal suo sorriso e dai suoi sguardi.
Sì perché il neocampione mondiale di supergigante non è solo un grande atleta ma anche un idolo per le ragazze. Merito del suo fisico statuario - 1,87 di altezza per quasi 100 kili di muscoli - ma anche del suo carattere estroverso ed insieme gentile.
Due anni fa, ai Mondiali di Val d'Isere, Innerhofer sfiorò la medaglia di bronzo per cinque centesimi di secondo: una rabbia perché anche allora aveva fatto una grande gara. Ma oggi la sua discesa è stata perfetta e nessuno ha fatto meglio di lui. ''Ho tremato sino in fondo perché dopo di me partivano tanti altri grandi campioni'', ha detto l'azzurro a fine gara, emozionato ed insieme felice, quasi incredulo.
In effetti, da Walchhofer a Cuche, da Janka a Raich sino a Svindal - lo stesso che in val d'Isere gli soffiò la medaglia - erano tanti oggi i potenziali rivali di Inner che doveva scendere in pista dopo di lui. Invece niente: la sua marcia è stata perfetta, velocissima e ultraprecisa e nessuno è riuscito a far meglio. ''Sono venuto giù a canna - ha detto usando un termine molto altoatesino - e tutto mi è riuscito bene''.
Due anni fa, comunque, quel podio sfiorato non gli impedì di tessere una relazione con la bionda campionessa elvetica Lara Gut. Adesso Inner ha forse una fidanzata ma il suo nome ancora non compare nel sito internet del campione che sulla questione è un po' vago. Buon per lui: ha davanti ancora una grande carriera che riparte sabato dalla discesa mondiale in cui ha grandissime chance.
In questa stagione Innerhofer è stato l'unico velocista azzurro a salire sul podio, terzo a Bormio sulla terribile pista Stelvio che poco ha da invidiare alla Kandahar di Garmisch. Proprio a Bormio Innerhofer ha anche ottenuto, a fine dicembre 2008, il suo sinora unico successo in Cdm: mai nessun italiano, neppure il leggendario Kristian Ghedina, era riuscito a tanto su una pista così difficile.
Nel suo palmares ci sono altri due terzi posti in Cdm, uno anche in supercombinata, disciplina in cui può crescere tecnicamente se solo migliora un po' in slalom speciale. In carriera Innerhofer - grande passione per la bici, il trekking ed il nuoto - non ha mai sofferto guai fisici significativi, salvo un dolore alla schiena che ogni tanto riemerge (la scorsa primavera fu operato di ernia). E' dunque un atleta integro, con grandissime potenzialità.


