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BRESSANONE. Se il previsto referendum sulla funivia per la Plose non sarà pilotato, ovvero se sarà offerta alla popolazione la possibilità di scegliere tra due siti e non solo di esprimersi sul sì o no al sito “stazione Fs”, e se il bacino elettorale comprenderà solo i residenti toccati dal progetto, allora il gruppo consiliare di Insieme per Bressanone potrebbe garantire alla maggioranza quei due voti necessari per raggiungere e anzi superare il quorum previsto di 20 voti per far approvare il referendum in consiglio. Il leader di Insieme, Dario Stablum, inserendosi nel dibattito aperto dal consigliere di Fli, Antonio Bova (che prevedeva la fatica della giunta per ottenere il quorum di 20 voti per l'approvazione del referendum, visto che ne dispone solo di 19), sottolinea ancora una volta che il problema non è la funivia, progetto che la maggior parte dei residenti approva, ma il sito dove realizzarla. E il referendum ormai va fatto, ma a condizioni chiare e limpide.
«Il sindaco e la sua maggioranza hanno voluto il referendum, hanno anche modificato il Puc per poter avere chiara la situazione, e quindi ora va fatto - spiega Stablum -. Due punti però vanno chiariti, e riguardano il quesito referendario e il bacino elettorale. La maggioranza della popolazione, e lo si è potuto constatare nelle varie serate informative, vuole la funivia ma il vero problema resta il sito dove realizzarla. Ecco, visto che il referendum ormai va fatto, il quesito dovrà essere formulato in modo da permettere ai cittadini di fare una scelta consapevole sul luogo di partenza della funivia. Quindi va offerta una doppia scelta su due possibili siti e non solo un pericoloso “sì o no alla partenza della funivia dalla stazione Fs” che creerebbe le basi per arrivare a un no, a far saltare l'intero progetto e a diffondere il malcontento. E non basta, perchè bisogna tener conto del bacino elettorale: occorre coinvolgere solo i cittadini che vengono toccati dal progetto, quindi del centro, della periferia “sorvolata” e delle frazioni coinvolte. Far votare anche i residenti di frazioni come Elvas, Monteponente o Albes sarebbe inutile».
Stablum annuncia che Insieme prenderà parte al workshop dell'8 novembre.
«Saremo al workshop per capire bene i dettagli del progetto e soprattutto i costi, in questo periodo di crisi di fondamentale importanza – conclude Stablum – e faremo presente la nostra posizione: due voti garantiti per far approvare in consiglio il referendum a patto che il quesito abbia una doppia opzione sui siti e il bacino elettorale sia ristretto a chi è coinvolto nel progetto».
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